BBButtrio: Bene, Bravi, Bis

 

Nella vita ci vengono riservate molte sorprese, belle o brutte fanno parte della quotidianità, nostro malgrado.

E’ capitato che poco più di una settimana fa l’amico Roberto, infaticabile multi-sportivo, per caso fra un “come va?” ed un “com’è andata la gara domenica?” mi butta lì la proposta Buttrio.

Come tutte le cose della vita (non quelle di Eros Ramazzotti) che coinvolgono il sottoscritto vige il tacito obbligo di parlarne con chi in casa porta i pantaloni: così lascio nel dubbio lui e l’altra saetta Mc Queen (Andrea).

Nel pomeriggio detto fatto: SMS per confermargli la presenza e m’iscrivo al volo, prima della chiusura dell’ufficio postale, per poi inviare il malloppo via Fax agli operosi organizzatori friulani.

L’appetito di chilometri m’era venuto durante la ½ di Mestre dove le sensazioni finali m’avevano lasciato qualche, oserei anche più di qualche senza falsa modestia, positivo messaggio.

Gli allenamenti in bici e i combinati ripresi con quasi costante quotidianità da 2 mesi sono serviti a dare quella resistenza sulle gambe, dopo le 2 ore, scemata da tempo.

Mai stato un fulmine, ma dopo il 30° diventavo la classica candela accesa sotto la campane di vetro: quando viene a mancare l’aria… PUFF…. si spegne.

Ed è con questa certezza mentale (altri la classificano usando un altro sostantivo) che mi trovo stordito alla partenza della 42. Nove ore dopo essere uscito dall’ufficio e con solo 5 ore di sonno alle spalle.

Certo che Roberto ed Andrea avrebbero fatto “gara a se”visto che il loro era l’ultimo lungo (e così è stato data la regolarità/ tranquillità della loro strepitosa performance) parto cercando il gruppetto giusto.

Ma come il Pollicino della bella storiella, quando sparge la strada di briciole di pane, l’intenzione non è ripagata da risultati concreti.

Allora corro come Forrest  (ma con meno capelli in testa) “aiutato” solo dal Garmin cercando di non strappare e girandomi quasi ogni 1’ per rimirare lo stupendo paesaggio che mi circonda: Buttrio e tutti e 7 i comuni attraversati durante la 42 Km appaiono un variopinto affresco carico di profumi e di odori. Pur mancando per lunghi tratti la caciara del pubblico, quello delle maratone cittadine tanto per intendere , non mi sento mai solo.

E’ stata una gara di spirito e mente, più che di gambe.

5/10/20/30 e sto sempre meglio, come se la benzina non mancasse e le salite della prima parte non avessero scalfito la forza-resistenza.

Così saluto gli amici podisti della zona con i quali avevo amabilmente intavolato un discorso sui vini (altra mia grande passione) e gli grido: “o la va o la spacca”… proprio come facevo sul finire degli anni ’90 prima di tuffarmi dentro la frazione natatoria nelle gare di triathlon (il vero leitmotiv delle famose “certezze” di qualche riga sopra).

Alle volte stufa fare sempre il pacer e correre per gli altri …poi, non da ultimo, stavo semplicemente troppo bbbbene!

 

Era la giornata Buona dove da Buon scolaretto avevo fatto tutti i miei compiti (cornicette comprese) e della quale era impossibile centrare i Bis.

 

Solo  a Buttrio poteva accadere: grazie Rob&Andy. Altro che “duo corona” voi sì che avete coronato un sogno: sono di nuovo in pista e soprattutto sono felice. E non è poco.