STORIE DI….CORSA

di Max Coppo

 

Pacer a Ferrara 2009

 

 

Forse i più non sanno che la 42 di FERRARA è imprescindibilmente legata a Vigarano e viceversa.

Quanto è vero che la gloriosa Spal la menziona tutt’oggi il mio settantenne-interista zio, Vigarano la ricorda ancora una grossa fetta di podisti, che da più o meno 8 o 9 anni a questa parte, si dirigono nella provincia emiliana per correre l’atteso appuntamento nella nebbia di marzo.  Negli anni 80/90 si partiva/arrivava vicino al municipio del piccolo ed accogliente paesino vicino alla fabbrica DONDI solamente transitando accanto al castello estense. Quest'ultimo, ora, ne è diventato il suo centro nevralgico.

Nicola (bontà sua) ha saputo con astuzia e pazienza assemblare il suo giocattolo. Partendo da un ingegnoso prototipo arrivando ad un bell’appuntamento per noi amatori.

Quest’anno è tornato al passato, guardando al futuro (le “altre maratone di marzo” come citava nel suo volantino) piazzando proprio a V. Mainarda un traguardo intermedio di 30Km.

L’Emilia Romagna m’è sempre piaciuta, lo ammetto, ma difficilmente dei posti catturano come questa regione una così longeva attenzione sportiva: il merito è associato allo spirito che gli organizzatori profondono nei loro progetti anche senza faraoniche disponibilità. Con il calendario così congestionato è sempre un traguardo non arrivare al tracollo.

Anche quest’anno, nonostante RM e TV qui a breve, non è avvenuto.

Dopo questa solita premessa passo a fatti strettamente pertinenti.

Questa volta Gianpi non c’entra, non sono stati lui o Julia a mettere insieme il mosaico dei pacer, lascio Mestre con l’amico/collega Luca ed il solo spirito che ci rugge in petto.

Nessun palloncino d’agganciarmi sulla maglia. Lo sparo e VIA senza sentire il classico rumore alle mie spalle, né il solito gruppetto di chiacchieroni curiosi. Semmai io che inseguo dai primi passi una grossa fetta di podisti, ben più allenati del sottoscritto, e già avanti dalle battute iniziali.

L'atavico timore sull'abbigliamento e sul cibo hanno fatto (tanto per cambiare) da premessa all'impegno. Ingrano le marce carico di speranze e d'attenzione: fra 3 settimane m'aspetta TV da pacer e tanti ragazzi (sarò quello delle 3h30') che per mesi si saranno messi di buzzo buono per chiudere la 42 della marca alla media di 5'/KM.

Corro stando attento al GPS e alle sensazioni che il corpo e la mente si trasmettono, tutto sotto l'occhio attento del muscolo cardiaco che detta il pulsare degli infiniti momenti che separano il 1° dal 42° KM.... 1°...3°....10°...25°........ Inutile dilungarsi sulle sensazioni che si susseguono.

Dividendo il percorso in terzi: i primi 14 da cicala, i secondi da formica, gli ultimi da grillo parlante.

Bisogna essere saggi per chiudere certe imprese, noi pinocchi.. pardon… podisti attenti non viviamo mica nel paese dei balocchi, rischieremo altrimenti  di fare la figura dei somari.... La loro fatica, nei mesi che anticipano l’appuntamento (quella sì), la facciamo "solo" per preparare quei fatidici 42 KM.

 

Buona corsa, faticosa o meno, a tutti!!!!

Max