
STORIE DI….CORSA
di Max Coppo
Pacer a Ferrara 2009
Forse
i più non sanno che la 42 di FERRARA è imprescindibilmente legata a Vigarano e viceversa.
Quanto
è vero che
Nicola
(bontà sua) ha saputo con astuzia e pazienza assemblare il suo giocattolo.
Partendo da un ingegnoso prototipo arrivando ad un bell’appuntamento
per noi amatori.
Quest’anno
è tornato al passato, guardando al futuro (le “altre maratone di marzo” come
citava nel suo volantino) piazzando proprio a V. Mainarda
un traguardo intermedio di 30Km.
L’Emilia
Romagna m’è sempre piaciuta, lo ammetto, ma difficilmente dei posti catturano
come questa regione una così longeva attenzione sportiva: il merito è associato
allo spirito che gli organizzatori profondono nei loro progetti anche senza
faraoniche disponibilità. Con il calendario così congestionato è sempre un
traguardo non arrivare al tracollo.
Anche
quest’anno, nonostante RM e TV qui a breve, non è avvenuto.
Dopo
questa solita premessa passo a fatti strettamente
pertinenti.
Questa
volta Gianpi non c’entra, non sono stati lui o Julia a mettere insieme il mosaico dei pacer, lascio Mestre con l’amico/collega Luca ed il solo
spirito che ci rugge in petto.
Nessun
palloncino d’agganciarmi sulla maglia. Lo sparo e VIA senza sentire il classico
rumore alle mie spalle, né il solito gruppetto di chiacchieroni curiosi. Semmai
io che inseguo dai primi passi una grossa fetta di podisti, ben più
allenati del sottoscritto, e già avanti dalle battute iniziali.
L'atavico timore
sull'abbigliamento e sul cibo hanno fatto (tanto per cambiare) da premessa
all'impegno. Ingrano le marce carico di speranze e d'attenzione: fra
3 settimane m'aspetta TV da pacer e
tanti ragazzi (sarò quello delle 3h30') che per mesi si saranno messi di buzzo
buono per chiudere la 42 della marca alla media di 5'/KM.
Corro
stando attento al GPS e alle sensazioni che il corpo e la
mente si trasmettono, tutto sotto l'occhio attento del muscolo cardiaco
che detta il pulsare degli infiniti momenti che separano il 1° dal 42° KM.... 1°...3°....10°...25°........ Inutile dilungarsi sulle
sensazioni che si susseguono.
Dividendo
il percorso in terzi: i primi 14 da cicala, i secondi da formica, gli ultimi da
grillo parlante.
Bisogna
essere saggi per chiudere certe imprese, noi pinocchi..
pardon… podisti attenti non viviamo mica nel paese dei balocchi,
rischieremo altrimenti di fare la figura dei somari.... La loro fatica,
nei mesi che anticipano l’appuntamento (quella sì), la facciamo
"solo" per preparare quei fatidici
Buona
corsa, faticosa o meno, a tutti!!!!
Max