L'alimentazione
dell'ultima settimana
Tratto da “Enrico Arcelli
per Firenze Marathon”
Una delle
principali cause delle crisi del maratoneta è costituita
dall’esaurimento del glicogeno muscolare, quelle specie di piccolissime palline
di amido dalle quali, nel corso della corsa dei
E’
importante, per esempio, allenarsi poco nell’ultima settimana. Ma è bene anche
alimentarsi in maniera corretta. A chi non segue l’alimentazione zona, dunque,
si consiglia di comportarsi così, considerando che la gara é la domenica
mattina:
- la sera del mercoledì è bene mangiare pochissimi carboidrati;
si può cominciare, dunque, da un antipasto di affettati magri (bresaola e/o
prosciutto, cotto o crudo purché sgrassato); un brodo; un secondo di carne o di
pesce con un contorno di insalata verde; come bevanda è consigliata la sola
acqua;
- dal giovedì
fino al sabato sera, invece, i carboidrati devono
essere consumati con una certa abbondanza; si fa, quindi, una prima colazione
all’italiana (ossia con pane o fette biscottate con miele o marmellata, oppure
con una fetta di torta, più una bevanda calda), un pranzo e una cena con un
primo un po’ più abbondante del solito e un secondo più ridotto, con un
contorno di patate o di carote, pane (o crackers o
grissini) secondo le abitudini, un po’ di frutta ed eventualmente un dolce;
sono ammesse anche le bevande dolci;
- la mattina della gara, la prima colazione deve essere più o
meno quella dei giorni precedenti (al contrario di quello che molti credono,
non si deve esagerare con i carboidrati: ne derivare effetti negativi); in
genere è preferibile non bere il caffelatte, i cui tempi di digestione sono
piuttosto lunghi; se passa molto tempo (perché i trasferimenti sono lunghi) fra
la prima colazione e la gara, è consentito mangiare una barretta (che però
apporti meno di 100 calorie) un’ora prima della partenza.