Uscire
a correre di mattina, a digiuno, quando la città dorme ancora. Qualcuno (pochi
purtroppo) lo fa per abitudine. E perché ha scoperto che poi affronta la
giornata con una marcia in più. Molti invece lasciano perdere, anche se è
l’unico momento in cui potrebbero farlo, convinti che per sostenere uno sforzo
si debba prima fare il pieno di carburante. Appartieni a questa categoria?
Leggi cosa ci ha spiegato il dottor Rodolfo Tavana,
medico dello sport, nostro coordinatore scientifico ed esperto
(anche in prima persona) di allenamenti all’alba. Il nostro
obiettivo è dichiarato: arruolarti nell’esercito dei runner
mattutini.
LO DICE ANCHE LA NATURA È il dubbio numero uno: come faccio a correre se prima
non mangio? Da dove prendo le energie necessarie allo sforzo? «È una
preoccupazione infondata, perché in realtà l’organismo ha sempre a disposizione
una buona scorta di glicogeno, sia nei muscoli sia nel fegato - spiega il
medico -. Queste riserve, che di solito vanno dai
CHI LO FA PER ANDARE PIÙ FORTE
Se per molti è un modo per non rinunciare alla passione per la corsa, per gli
atleti d’élite correre a digiuno è molto di più: una
strategia d’allenamento. «I runner evoluti,
soprattutto i maratoneti, lo fanno con l’obiettivo di arrivare a un esaurimento
quasi completo delle riserve di zuccheri», chiarisce Tavana.
Questa scelta stimola due reazioni fisiologiche. La prima: messo in difficoltà
dal punto di vista energetico, l’organismo impara a miscelare meglio i
substrati rante lo sforzo, diminuendo la quantità di
zuccheri e aumentando quella di grassi. Non solo. Non è un caso se nel pasto
successivo all’allenamento l’atleta aumenta la razione di carboidrati. Perché
in questo modo, potenzia il naturale meccanismo della supercompensazione: le
scorte di zuccheri si ricostituiscono in quantità maggiore rispetto a quelle di
partenza, garantendo al runner maggiori potenzialità
nelle prestazioni successive». Interessante, non trovi? Imitare i campioni però
non è da tutti. Puoi farlo se vuoi mettere a punto la tua condizione in vista
di una gara molto importante, ma devi tenere a mente alcune regole. «Per
raggiungere un effettivo svuotamento delle riserve di zuccheri occorre correre
per più di un’ora e mezzo. Al di sotto di questo tempo, meglio lasciar perdere
- avverte il nostro esperto -. E nel pasto successivo, anche se si tratta della
prima colazione, bisogna abbondare con i carboidrati:
per esempio, mangiare un etto e mezzo di pasta. Infine, è sempre meglio non
esagerare: questo tipo di allenamento va fatto solo una volta alla settimana». Quando? Se la gara è alla
domenica, il giorno giusto è il mercoledì.
CHI LO FA PER DIMAGRIRE
Buttare giù qualche chilo di troppo è un altro valido motivo per scendere dal
letto e infilare le scarpe da running. La spiegazione
è semplice. «Correre dà una scossa al metabolismo, che subito si innalza e
resta elevato per tutto il resto della giornata. Ecco perché chi sceglie di
allenarsi al mattino poi si sente più attivo, anche da
un punto di vista psicologico – chiosa Tavana -. Il
vantaggio, dunque, non è tanto nelle calorie bruciate durante l’allenamento
stesso, ma in quelle che si consumano nelle ore successive, proprio grazie a
questo incremento metabolico». Ricorda che questo meccanismo scatta anche alla sera. Per questo motivo, correre a fi
ne giornata può toglierti il sonno: l’ennesima
conferma che il mattino resta il momento migliore.
DUE SORSI DI COLA E VAI!
Ci hai provato, ma uno strano malessere ti ha fatto cambiare idea: una leggera
nausea dopo pochi metri di corsa, accompagnata da un senso di debolezza. «Sono
piccoli disturbi che capitano raramente, dovuti alla grande quantità di succhi
gastrici che si riversa nello stomaco dopo 10 ore di digiuno - spiega il dottor
Rodolfo Tavana -. Ma esiste un trucco, molto diffuso
anche tra i runners di professione: quello di bere
qualche sorso di una bevanda gassata a base di cola, rigorosamente a
temperatura ambiente». Diciamolo: non ci sono ricerche scientifiche
sull’argomento. Tantissimi lo fanno e questo basta a fare di questo rimedio
popolare un nostro suggerimento. Ma dal punto di vista medico ci sono solo
delle ipotesi. «È probabile che ci sia un triplice effetto – suppone Tavana -. Da parte del bicarbonato un’azione di tampone
all’interno dello stomaco, che ne diminuisce l’acidità. Per merito degli zuccheri,
una piccola dose di energia immediata e pronta all’uso. Alla caffeina, invece,
il banale compito di darci la sveglia».
DOMANDE E RISPOSPE
_ Alla mattina sento che la corsa non è sciolta come
al solito. Perche?
È una sensazione piuttosto diffusa, dovuta al fatto che le articolazioni sono
rimaste immobili per molte ore. E come tale, non deve affatto preoccuparti.
_ Come posso fare per sentirmi meglio?
Per aiutare il sistema locomotore a carburare è sufficiente concentrarsi bene
sullo stretching, allungando ogni distretto muscolare
di gambe e glutei prima di iniziare la seduta di allenamento. Non partire
subito troppo velocemente: molto meglio un po di
cammino veloce, magari per due o tre minuti. Saranno le stesse articolazioni,
nel momento in cui le sentirai più sciolte, a suggerirti che è il momento
giusto per aumentare il ritmo.
_ A volte ho difficoltà ad aumentare l’intensità dello sforzo. Quale può essere
il motivo?
Ci sono persone che di norma hanno la frequenza cardiaca piuttosto bassa. Se
consideriamo poi che nella notte questo valore tende spontaneamente ad
abbassarsi per assecondare la diminuzione del metabolismo, è normale che al mattino i battiti facciano fatica a raggiungere il ritmo
necessario a sostenere una corsa intensa. Perché ricorda che è il cuore a
distribuire il sangue, e quindi l’ossigeno, ai diversi tessuti del corpo,
compreso quello muscolare. Ed è per questo, con molta probabilità, che qualche
mattina senti di non farcela.
_ La soluzione migliore?
È semplice: continuare a correre. Aumentando con gradualità il ritmo e senza
forzare troppo, soprattutto nei primi minuti.