LA PUBALGIA
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La pubalgia è una mioentesite che colpisce i punti di
inserzione sull'osso pubico di diversi muscoli: adduttori, pettineo, piramidale, retti addominali, obliqui addominali,
trasversi addominali. Viene provocata generalmente
da un carico eccessivo nel corso dell'attività sportiva; colpisce soprattutto
i calciatori. Se si generalizza il termine, intendendo come pubalgia una
qualunque sindrome dolorosa interessante la regione addomino-pubo-crurale,
secondo Jarvinen è possibile identificare ben 72 cause di pubalgia (La
pubalgia nel calciatore, F. Benazzo, F. Cuzzocrea, F. Mosconi, G. Zanon),
non solo patologie tendinee, muscolari, ossee o articolari, ma anche
patologie infettive, tumorali, borsiti, intrappolamenti nevosi ecc. Per chi pratica la corsa, secondo la teoria, la pubalgia viene spesso provocata dal sovraccarico nei punti di
inserzione degli adduttori, dovuto a: a) attività su fondo irregolare b) scarpe inadeguate c) scarso equilibrio fra la muscolatura degli
arti inferiori e quella addominale (condizione possibile in chi corre)
d) infortuni precedenti non ben
recuperati e) incremento quantitativo (o qualitativo) troppo rapido dei
carichi d'allenamento. In pratica la nostra statistica rileva che la pubalgia è un
infortunio piuttosto raro al di fuori dei seguenti casi:
Il dolore colpisce la zona dell'inguine per estendersi alle zone
circostanti e può portare all'interruzione dell'allenamento o della gara.
Questa patologia può consentire comunque la prosecuzione dell'attività; è
questo l'errore più grave che si può commettere. È necessario invece
un periodo di stop di 20 gg. che serve (oltre a identificare la causa del
problema e predisporsi a eliminarla alla ripresa) a risolvere i casi meno
gravi e a evitare il degenerare della patologia verso quadri dove si rischia
di avere problemi anche a camminare. Se il problema persiste dopo il periodo
di stop, l'ortopedico con l'esame obbiettivo riscontra un forte dolore a
livello inguinale alla pressopalpazione. Anche alcuni movimenti specifici
degli adduttori provocano dolore. Il medico deve tenere conto del fatto che
altre patologie possono presentare sintomi simili a quelli della pubalgia
(ernie inguinali, patologie urologiche o ginecologiche, intrappolamenti
nervosi) ed eventualmente valutare la possibilità di esami non ortopedici
(erniografia, test della lidocaina ecc.). La
radiografia (scintigrafia, risonanza o Tac) consente di individuare eventuali
lesioni a livello dell'osso pubico, mentre l'ecografia rileva problemi alle
strutture miotendinee. In genere l'inefficacia del periodo di stop dà al medico le giuste
indicazioni per comporre il cocktail di terapie di aggressione della
pubalgia. Si deve precisare che la terapia conservativa è quella che dà i
migliori risultati (stretching, potenziamento muscolare ecc.),
anche se non è facile trovare abili riabilitatori che sappiano
indicare il programma di cinesiterapia corretto. L'efficacia di terapie fisiche quali litotritore, correnti laser,
ipertermia non è scientificamente né statisticamente provata. In casi
particolari e generalmente più gravi si può ricorrere all'intervento
chirurgico. |
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CURARE LA PUBALGIA La
pubalgia
è una patologia riscontrabile soventemente negli sportivi; in particolare
modo nei giocatori di calcio, in coloro che praticano la scherma, il basket,
la corsa ad ostacoli, l'hockey su ghiaccio, la pallanuoto etc.. La pubalgia è una sindrome dolorosa
che interessa la regione addomino-pubo-crurale
con quadri clinici anche molto diversi tra loro, è altresì considerata una
patologia da sovraccarico cioè causata da microtraumi ripetuti nel tempo e da
allenamenti in condizione di affaticamento dello sportivo, da patologie
muscolari e tendinee, patologie ossee e articolari o da patologie infettive e
tumorali. Il dolore nella
pubalgia nella sua forma medio-lieve è localizzato all'inguine e/o sul
pube e/o all'interno della coscia, in genere si presenta al
mattino nel momento del risveglio e nei primi minuti degli esercizi fisici
per poi scomparire con il riscaldamento muscolare. Progredendo nelle fasi
della patologia il dolore tende ad aumentare soprattutto negli scatti e nei
bruschi scambi di direzione. “la sindrome
retto-adduttoria” è caratterizzata da un'infiammazione cronica nel luogo di
inserzione sul pube dei muscoli addominali e dei muscolo adduttori. Il
pube infatti è il centro in cui confluiscono
notevoli tensioni muscolari sia dall'alto (muscoli addominali) che dal basso
(muscoli adduttori) le quali si trovano ad agire su uno spazio esiguo, per
queste motivazioni il pube diventa frequentemente luogo di patologia da
sovraccarico. La sindrome sinfisiaria è
causata da ripetuti microtraumi che a loro volta causano il cedimento
parziale della sinfisi pubica (formazione fibro-cartilaginea posta tra i due
emibacini). Il cedimento della sinfisi pubica causa a sua volta la sua
instabilità e quindi ne deriva un disequilibrio del bacino. “la sindrome della guaina
del retto femorale” o “sindrome del nervo perforante del retto addominale nel
calciatore” causata da una fissurazione Pubalgia cosa fare per
evitare la cronicizzazione della patologia è bene intervenire subito con: Il riposo per alcune
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