Alberto Cova
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Alberto Cova (Inverigo, 1 dicembre 1958) è un ex atleta
italiano,
considerato uno dei più grandi fondisti italiani di ogni tempo.
Muove i primi passi da
atleta a 14 anni. Si guadagna presto il soprannome di "Ragioniere",
sia per l'effettivo conseguimento del diploma in ragioneria, sia per il fisico
assolutamente "normale" e anzi filiforme unito a un modo pianificato
e mai dispendioso di affrontare le gare. I primi risultati li raggiunge nel 1977, quando diventa
campione italiano juniores sui 5000 m piani,
distanza che preferisce a quella doppia fino al 1980.
In quell'anno incontra
l'allenatore che lo porterà a vincere in Italia e nel
mondo: Giorgio Rondelli della Pro Patria. Rondelli
intuisce subito che Alberto ha le qualità per dominare sui 10000 m piani:
dopo un anno di interdizione Cova si presenta agli Europei di atletica di Atene, in Grecia, nel 1982, come outsider
sulla distanza.
È in questa circostanza che
mette in risalto per la prima volta le caratteristiche che lo porteranno in
molte occasioni al successo: la capacità di resistere durante la gara ai cambi
di ritmo, anche frequenti, imposti dagli avversari e l'incredibile velocità che
riesce a raggiungere nei rush finali.
Ad Atene si laurea a
sorpresa campione europeo proprio così: resiste agli attacchi dei favoriti, in
particolare il temibile tedesco orientale Werner Schildhauer e il finlandese
Martti Vainio,
per poi bruciarli con le ultime, rapidissime falcate. Sul rettilineo finale
arrivano i tre protagonisti citati: Vainio attacca, Schildhauer e Cova
resistono e nei metri conclusivi il lombardo infila i rivali con uno scatto
bruciante, vincendo in 27'41"03, con soli 14 centesimi di vantaggio sul
tedesco. Iscritto anche nei
In quello stesso anno Cova
si aggiudica anche l' argento ai campionati europei indoor
nei
Nel 1983 Cova compie un altro
capolavoro andando a vincere, in una delle gare più entusiasmanti mai disputate
sulla distanza, i
Gli avversari sono gli
stessi dei campionati europei: i tedeschi orientali Hansjörg Kunze e Werner
Schildhauer, il finlandese idolo di casa Martti Vainio e il veterano portoghese
Carlos Lopes.
La gara ha un ritmo lentissimo e al suono della campana dell'ultimo giro il
gruppo è ancora compatto. È Schildhauer ad aumentare per primo l'andatura con
un poderoso scatto: il plotone si disgrega e solo il connazionale Kunze sembra
avere le forze per rispondere all'attacco. Si crea una piccola voragine tra i
due teutonici e un terzetto di inseguitori, Vainio, il tanzaniano Gidamis Shahanga e un Cova
che appare molto sofferente. L'italiano ha patito il cambio di ritmo e per
diversi attimi è stato sul punto di staccarsi.
Incredibilmente però negli
ultimi
L'anno seguente Cova
completa la sua tripletta andando a vincere i
La gara si riduce a un
testa a testa tra Vainio e Cova. A
Nel 1986, ai Campionati
Europei di Stoccarda,
in Germania,
la quinquennale dittatura del campione comasco termina: Cova si vede sfuggire
l'alloro dei
È Mei che impone il cambio
di ritmo, mentre Cova, come sempre soffrendo molto, gli rimane incollato, e
Antibo e Castro si staccano di una ventina di metri. Il rush finale, che
dovrebbe dare ragione a Cova, riserva una sorpresa: proprio quando il comasco
sembra aver superato il momento critico e affianca Mei con l'intenzione di
superarlo, lo spezzino allunga di nuovo, stroncando ogni resistenza del
campione olimpico e vincendo in 27'56"79. Cova arriva secondo con il tempo
di 27'57"93 mentre un ottimo Antibo conquista il bronzo fermando le
lancette cronometriche sui 28'00"
Stoccarda è l'ultima
competizione ad alto livello del ragioniere di Invernigo. Nel 1987, ai campionati mondiali di atletica
di Roma,
Cova finisce fuori dalla finale, così come l'anno dopo, alle Olimpiadi di Seul, in Corea del Sud,
dove non riesce a qualificarsi dopo aver corso una brutta batteria. Dopo i Giochi
olimpici Cova si ritira, a soli 30 anni, dalle competizioni
agonistiche, lasciando però la memoria delle sue imprese e un record tuttora
ineguagliato: è infatti l'unico atleta, nella storia dei
Nel 1994 è candidato alla Camera nel collegio di Olgiate
Comasco per il Polo della libertà in quota Forza Italia
e viene eletto col 61,9% dei voti. Nel 1996 è ricandidato dal
Polo nel collegio di Erba,
ma ottiene solo il 35,6% dei voti ed è sconfitto dal rappresentante della Lega Nord
Cesare Rizzi.