29 Settembre 2006 - WWW.PODISTI.NET : Correre e nutrirsi meglio aiuta la mente - di Fabio Marri


I fratelli Attilio e Luca Speciani allargano il tiro: dopo il libro  Dieta GIFT (Gradualita’ Individualita’ Flessibilita’ Tono), stampato dai Fabbri Editori nel maggio 2005 (che commentammo a suo tempo), nello scorso giugno hanno pubblicato, sempre da Fabbri e in formato identico, un altro volume dal titolo, se si vuole, ancora piu’ ambizioso:
Prevenire e curare la depressione con il cibo (sottotitolo: “DietaGIFT: per una sana alimentazione e un nuovo stile di vita”, 191 pagine, 15 euro).

Vale la pena di ricordare che Attilio è medico specialista di Allergologia e Immunologia clinica, e come tale ha risolto dal suo studio medico e mediante il sito www.eurosalus.com parecchi casi di intolleranze alimentari dati per incurabili; mentre Luca, dottore in Agraria, e’ più noto presso i podisti non solo in quanto eccellente maratoneta, ma per il ruolo crescente che ha assunto su “Correre”, cui adesso collabora anche Attilio (e sulla rivista, nei mesi scorsi, sono state pubblicate varie anticipazioni del libro).
In realtà, non di solo cibo si parla in questa nuova edizione, ma di tutto uno stile di vita imperniato sulla “voglia di vivere”, nemica giurata della depressione. Logico dunque che uno dei pilastri della “vita-GIFT”  sia anche il movimento, ed in particolare la corsa: ciò che giustifica la presentazione del libro in questa sede, ed anche –come vedremo- qualche dubbio, fondato su esperienze personali di corsa e di vita. Quanto poi i temi trattati dagli Speciani siano d’attualità (anzi, di urgenza per la nostra civiltà occidentale combattuta tra il fascino illusorio dell’american way of life e la tentazione di rinnegarsi sotto le spinte, non sempre pacifiche, che vengono da sud-est ), l’ho verificato proprio il mese scorso, quando in un buen retiro alpino alternavo la lettura del libro (in cui mia figlia biotecnologa aveva inserito il riassunto di una conferenza medica bolognese su “cibo buono e cibo cattivo sul piano psichico”) con quella di riviste varie accumulate dalla primavera: da un lato, su “Panorama” del 15 giugno, sotto il titolo “Salute e alimentazione – La confusione e’ servita”, una serie di precetti e controprecetti alimentari (riguardo a vino, integratori, patatine, sale ecc.) era completata da due ulteriori articoli, “Dieta si’, purche’ mediterranea”, e “Quattro chili in 30 giorni”, dove tre nutrizionisti esibivano pareri non esattamente identici, e la ricetta finale “per ritrovare la forma” distribuiva i due pasti principali (pasta e verdura a mezzogiorno; carne o uova, pane bianco o patate a sera) in maniera alquanto diversa dalle proposte degli Speciani

(N.D.R un approfondimento critico sulla dieta mediterranea a molte altre diete tra le più diffuse, si può trovare qui)

Aggiungo poi che, passando in un villaggio abbandonato d’alta montagna, come ultimo segno di vita trovavo una copia di “Grand Hotel”, abbastanza vecchia (Afef dichiarava che il matrimonio con Tronchetti era l’ultima cosa cui pensava, e Lippi sognava di allenare la nazionale), ed un cui redazionale portava il titolo “Dimagrire! Una scoperta: le calorie negative. Ecco quali sono i 19 alimenti che fanno dimagrire” (purtroppo nel testo non erano citati: lo si sarebbe imparato comprando, a 69mila lire, un libro da una ditta dell’hinterland milanese…).
Insomma, l’ “accanimento terapeutico” in campo dietetico di questo cambio di millennio e’ paragonabile alle centinaia di ricette per affrontare la maratona, talmente diversificate tra loro da convincere, chi ne legge una nuova al mese, che tutto fa brodo e prendendo un po’ di qua e un po’ di là, mangiando piselli e olio di fegato di merluzzo ma anche bevendo birra e vino rosso, facendo un po’ di lunghissimi e un po’ di ripetute e un po’ di stretching, alla fine qualcosa che ti fa bene l’avrai trovato.
A questo tipo di sincretismo fai-da-te, e dall’altra parte a quei rigidissimi diktat che minacciano pene severe ai trasgressori, gli Speciani contrappongono una serie di principii-cardine, già enunciati nel libro del 2005 (che viene qui, in un certo senso, riassunto), a cui fanno seguire delle raccomandazioni ragionate e ragionevoli, in uno spirito amicale che strizza l’occhio a qualche possibile peccato.Il problema messo a titolo, dunque, e’ la depressione, nelle sue varie manifestazioni: come la bulimia, i cui primi accenni si hanno col bambino che fa man bassa di quello che trova nel frigo, specialmente se amidaceo e zuccherato, e lo sconta non solo ingrassando ma alternando stati euforici ad altri di svogliatezza e malessere. Quegli stessi sintomi che inducono l’adulto, rientrato dal lavoro stanco e teso, ad addentare cioccolata e pasticcini, magari con l’aggiunta di un bicchierino per tirarsi su, ricavando dal suo cosiddetto “craving compulsivo” una momentanea euforia che poi (quando l’insulina ha debellato gli eccessi di zucchero) si trasforma in nuova angoscia, nuovo ricorso a illusorie dolcezze industriali, ed angosce ancora più forti quando la bilancia si sposta inesorabile verso l’alto perché il nostro organismo ha trasformato l’eccesso di zuccheri in grassi di riserva (salvo che, da quando la Chiesa ha abolito il digiuno quaresimale, la riserva non l’intaccano neppure i fervidi credenti).
Notoriamente, la giustificazione storico-antropologica che gli autori adducono per le loro regole, qui come nei libri precedenti, e’ la continuita’, anzi l’identita’ del nostro apparato digerente e delle sue strategie con quello dell’uomo detto volta a volta “primitivo”, “preistorico”, “paleolitico”, “scimmione in abiti firmati”: il cacciatore che andava sempre di corsa e metteva in bocca qualunque cosa trovasse, ma non conosceva zuccheri raffinati ne’ farinacei, e gli bastavano 5 grammi di glucosio nell’intero circolo sanguigno per condurre una vita certamente piu’ dispendiosa, quanto a energia, che noi oggi. L’aggettivo che ricorre piu’ di frequente nel libro e’ “evolutivo” (qualche volta sostituibile, a mio parere, con “fisiologico”): ad esempio, l’assunzione di una bibita gassata (che da sola contiene 25-30 grammi di zucchero) è un “insulto… dal punto di vista evolutivo”; la necessita’ di zuccheri al mattino e di grassi alla sera e’ pure evolutiva, rivolgendosi prima al consumo diurno poi all’accumulo e riparazione notturna; la produzione di acido lattico e l’utilizzo di grassi sarebbe una “risposta evolutiva alla carenza di glucosio per il cervello” (120). Qualcosa di simile e’ in un altro libro recente,
Le pere di Pinocchio di P. Magni e S. Carnazzi (Milano, Apogeo, 2006), un cui capitolo s’intitola “Mangiamo primitivo”.
Questa evoluzione, si dice a p. 107, sarebbe finita “nel Pleistocene, un milione e mezzo di anni fa”: stento a crederlo (come mai gli uomini d’oggi hanno denti piu’ piccoli, e spesso in numero ridotto, dei loro bisnonni?), ma non avendo competenze specifiche preferisco fidarmi di altre considerazioni di ordine biochimico, meno discutibili in quanto fondate sulla verifica sperimentale di attivita’ ormonali. Gia’ detto del ruolo dell’insulina, il “pompiere” degli incendi zuccherini, si parla (pp. 57 e seguenti) di cortisolo e adrenalina, gli ormoni del “combattimento o fuga”, la cui secrezione eccessiva e prolungata (causa ed effetto dello stress, sia psichico sia alimentare), genera malattie che possono arrivare fino al cancro, ed e’ fonte di obesita’ per l’inibizione della leptina (l’ormone che genera il senso di sazieta’). E quanto alla depressione, ne e’ corresponsabile l’insufficienza (prodotta dai nostri errori alimentari), di altri ormoni quali melatonina e serotonina, oltre a carenze vitaminiche e di oligoelementi che una dieta equilibrata dovrebbe risarcire senza ricorso a integratori (meglio le mandorle a colazione!).Insistente ed appassionata (da un libro all’altro) e’ l’esortazione a liberarsi dei cibi-spazzatura, impoveriti dalla raffinazione e additivati, specie con idrogeno e zuccheri (si veda a pp. 80-81 per i tanti zuccheri nascosti che ingeriamo); come pure, la considerazione che depressione e altre malattie si prevengano e combattano in un’armonia psicofisica globale. Leggiamo a p. 87, dove si discute su come produrre piu’ serotonina: “Qualsiasi attivita’ aerobica, come correre, nuotare o andare in bicicletta, aiuta a mantenerne elevata la disponibilita’ all’interno dell’organismo. Lo stesso avviene con la meditazione, con l’esposizione regolare alla luce del sole… e perfino innamorandosi”. Chi si dedica “quotidianamente ad un’attivita’ fisica o a pratiche di meditazione, puo’ permettersi tranquillamente di assumere qualche zucchero in eccesso”, anche se sara’ la serotonina stessa a ridurre il desiderio di dolciumi. Attenzione invece (proseguono gli autori a 91 e segg.), che l’abuso di farmaci, specie quelli che agiscono sul sistema nervoso, produce una “resistenza serotoninica”, vale da dire la progressiva chiusura delle cellule nervose alla serotonina. E lo scrivono (se mi consentite un codicillo polemico) nell’epoca in cui un governo spensierato o sconsiderato o semplicemente suddito di poteri forti “liberalizza”, ovvero stimola la vendita dei farmaci: si comincia con gli integratori, si passa alle aspirine e ai sonniferi ‘innocui’… a quando il Prozac offerto a 3 per 2?Ovviamente, correre (o comunque, muoversi) e’ meglio: “Muovere la propria voglia di vivere” s’intitola la seconda parte del volume, dopo che nella prima abbiamo appreso i fondamenti medici della questione. Ricompare l’evoluzione (108 segg.), sotto forma di un confronto tra l’Homo Sapiens “e i suoi ominidi predecessori” (Erectus, Habilis, Australopithecus) oltre alle scimmie antropomorfe (un discorso del genere vedo che e’ fatto anche dal periodico “Camminare” dei fratelli Damilano e altri, primavera 2006, p. 36): ne risulta che il Sapiens si e’ distaccato dagli altri solo per l’adattamento alla corsa di lunga durata, allungando le gambe, accorciando i piedi e gli arti superiori, sviluppando il tendine d’Achille e i muscoli delle gambe (specie con l’incremento delle fibre rosse), ma anche i legamenti tra testa e busto (sotto questo aspetto siamo piu’ simili a cani, lepri e cavalli che a scimpanze’!). Il tutto, per consentirgli una caccia di corsa tale da sfiancare anche le antilopi.
Anche in questo caso, mi astengo da giudizi “evolutivi” (la comparsa dell’Homo Sapiens credo sia piu’ recente di quel milione e mezzo d’anni fa quando, secondo gli Speciani, si sarebbe arrestata l’evoluzione; e spero che ci sia qualcosa di nuovo rispetto al concetto enunciato a p. 124: “l’uomo di successo oggi e’ quello che ripercorre cio’ che rappresentava un successo gia’ qualche milione di anni fa”); ma mi arrendo di fronte alle innumerevoli risultanze scientifiche, ancora una volta comprovate biochimicamente, sull’efficacia del movimento anche in funzione anestetica ed euforizzante. Dopo di che, occorrerebbe chiarire su quale sia il movimento ‘migliore’ ai nostri scopi: camminare, o correre? Al trotto o al galoppo? Ho l’impressione che qui gli autori (o almeno colui che in qualche caso scrive usando la prima persona singolare) trasferiscano alla corsa cio’ che le loro fonti mediche attribuiscono semplicemente al moto; noto che la tabella di p. 122 asserisce i benefici di un’attivita’ “con regimi pulsatori da 100 a 140”, che nel mio caso significherebbe andare non piu’ veloci di 7 o 8 minuti/km. “Muoversi per stare bene” (p. 114), insomma, si’; ma a “piu’ intelligenti se corriamo?” (titolo di p. 119) aggiungerei, visti casi clinico-umani di grande attualita’ tra i supermaratoneti, qualche ulteriore punto interrogativo ed esclamativo.
Eccoci infine alla terza ed ultima parte del volume, una serie di consigli pratici, ovvero “Cinque passi per tornare vivi”, “per uscire dalla schiavitu’ dell’instabilita’ dell’umore”. Muoviamoci dunque, purche’ sia almeno tre volte la settimana e le uscite durino non meno di un’ora (p. 137; a p. 122 bastavano 45 minuti), tempo minimo per stimolare il consumo dei grassi. Per i principianti, ci risiamo col famoso metodo Pizzolato-Maiocchi del minuto di corsa alternato al minuto di passo: anzi, anche meno, se e’ vero che a p. 138-9 si consiglia una sessione di un’ora con soli 11 minuti corsi. Da non-tecnico, ho l’impressione che prima di arrivare alla “fase 12” di p. 142 (5 minuti di corsa lenta e altri 55 di corsa continua: vedi anche “Correre” di settembre a p. 97, pure a firma di Luca S.), il principiante si sia gia’ stancato, o, nella migliore delle ipotesi, abbia bruciato le tappe abbandonando quella che io trovo una mortificante concessione alla vita comoda. Per fortuna che la vecchia volpe tapascionica Maurizio Maggi (di cui ricordo il bagno nella Jacuzzi dopo la Milano Marathon 0), sullo stesso numero di “Correre” a p. 60, pensa ancora “che quelle tabelle corri-cammina-corri-cammina ecc. ecc. fossero un simpatico trucco per far sentire ganzi i teorici dell’altro approccio: ‘corri fin che vuoi, anche a costo di fermarti dopo 9 minuti, e gioisci di brutto quando superi la mezz’ora filata’”!Tra i consigli pratici, da seguire quelli sulla postura (143), un po’ piu’ problematici quelli sulla cosiddetta corsa zen, che mi sembra sconfinino in una specie di training autogeno, ovvero autosuggestione: “ascoltiamo i polmoni che cedono tutto il loro ossigeno al circolo sanguigno. Sentiamo atri e ventricoli contrarsi e dilatarsi per fornire la gittata piu’ idonea… Sentiamo le arterie gonfiarsi di sangue ossigenato, ricco di energia” (p. 149). Sara’.
Piu’ essenziali i successivi precetti nutritivi, che riprendono (qualche volta con ripetizioni letterali) sia le considerazioni del cap. I sia le ricette di cucina del libro del 2005: la colazione abbondante, incluse 10-12 tra noci, mandorle e nocciole, e un grappolo d’uva (si raccomanda di masticare e inghiottire i semini!); i pasti monopiatto, con equilibrio tra proteine, carboidrati e verdure. Si puo’ sgarrare ma “con onestà”: “un bicchiere pieno di vino corrisponde quasi all’intera razione di carboidrati. La fetta di torta comporta la cancellazione totale dei carboidrati ‘compatti’ (pane, pasta). La verdura non puo’ mai essere sostituita… Le patate… devono essere viste come “carboidrati ‘compatti’ e non come verdure” (169-70). Poi, frutta e verdura sempre, anche lontano dai pasti, cercando di girare alla larga invece da gelati industriali, aperitivi, cereali raffinati: ma se uno ci scappa, tamponarne gli effetti con un cibo proteico (dalle sarde alla cicoria, dalle noci ai frutti di mare ecc.).

Non mi soffermo su qualche errore di stampa o impaginazione (yassare stando sul Podisti.net degli ultimi mesi puo’ generare choc insulinici molto simili agli autogol). Rem tene, verba sequentur: in un Paese nel quale non passa giorno senza che uno uccida i genitori o i figli o la sua ex, confidando poi nell’assoluzione in quanto incapace di intendere e volere, credo che valga la pena di provare a voler bene a se stessi anche con una ragionata, per quanto non acritica, adesione alle tesi degli Speciani.

 

Settembre 2006 - Il Cittadino - "Vincere la depressione curando l'alimentazione" 

 

Settembre 2006 - Marie Claire - "Meglio del PROZAC?" - di Adelaide Barigozzi

Che un po' di cioccolato aiuti l'umore lo sapevamo. Ma ora i ricercatori hanno scoperto che una dieta che stabilizza l'indice glicemico combatte anche la depressione (oltre ai chili in più). Prescrizioni e menu. 
di Adelaide Barigozzi

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Purtroppo, come spesso accade, quando il nostro pensiero viene sintetizzato in un breve articolo, si corre il rischio di perdere in completezza. A fianco dell'articolo derivato da una lunga intervista rilasciata al giornale, è stata pubblicata una tabella di cibi definiti "antidepressione" da un altro esperto, che non ci trova per nulla concordi. In particolare il nostro testo "Prevenire e curare la depressione con il cibo", evidenzia come sostanze (come il cioccolato o gli zuccheri semplici) in grado di scatenare una risposta endorfinica immediatamente percettibile, siano in realtà pericolosi per l'adattamento che inducono nelle cellule nervose. Sarebbe forse stato meglio uscire dal luogo comune del "cioccolato consolatorio" per chiarire al pubblico che un aiuto immediato può venire pagato, nei soggetti esposti a questo rischio, con l'assuefazione nel lungo periodo.  (Luca Speciani)

 

Luglio 2006 - Donna Moderna - "La depressione si combatte a tavola"

Credi che il cioccolato tiri su il morale? Sbagli. Secondo le ultime ricerche il buonumore si ritrova con cibi integrali, pesce e... Leggi qui (link completo)

http://www.donnamoderna.com/salute/psicologia/articolo/idA034001013702.art

Da oggi per combattere la depressione c’è un’arma in più: l’alimentazione. «Gli ultimi studi scientifici hanno dimostrato che una dieta troppo ricca di zuccheri può influire negativamente sul tono dell’umore» spiega Attilio Speciani, allergologo e autore di Prevenire e curare la depressione con il cibo (Fabbri Editori), da poco in libreria. «In pratica, quando si esagera con la pasta, il pane e i dolci, nell’organismo circola troppo glucosio. Per riportarlo ai livelli di norma, scatta l’allarme e interviene l’insulina, l’ormone prodotto dal pancreas che, appunto, abbassa il tasso di zuccheri nel sangue. Un calo improvviso che però provoca stanchezza, irritabilità e un calo del tono dell’umore». Ecco perché mangiare una fetta di torta oppure un gelato per tirarsi su può dare, in effetti, un beneficio momentaneo. Ma poi la situazione può persino peggiorare.

Evitare i picchi di glucosio quindi è fondamentale per non avere sbalzi di umore.

 

26 Luglio 2006 - sul settimanale "OGGI" presentazione del libro "PREVENIRE E CURARE LA DEPRESSIONE CON IL CIBO" - articolo e servizio fotografico dal titolo: "Hanno i colori dell'estate i cibi anti-depressione"

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Luglio 2006 - articolo su "La Gazzetta del Mezzogiorno"

Per ingrandire l'immagine basta un click. Se si preferisce leggere il testo originale pre-pubblicazione basta andare alla pagina dedicata al nuovo libro "Prevenire e curare la depressione con il cibo".

 

Maggio 2006 - con "Starbene" di Maggio esce l'allegato "LA DIETA ANTIFAME" (pagg. 190) di Luca ed Attilio Speciani 

La rivista propone, come presentazione dell'allegato, un articolo delle linee generali ed un menù di una settimana ideato in perfetto stile Gift e rivolto alle lettrici della rivista.

 

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Aprile 2006 -  "Starbene" annuncia l'uscita del libro "LA DIETA ANTIFAME" , sull'impostazione di dietaGIFT 

A Maggio 2006, in allegato a "Starbene", uscirà "LA DIETA ANTIFAME" di Attilio e Luca SpecianiStarbene lo annuncia così, con un bel servizio di presentazione nel numero in edicola a Marzo.  

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Dall'impostazione alimentare dietaGIFT nasce un libro che raccoglie suggerimenti pratici, ricette e consigli, per applicare nel quotidiano, a casa nostra, le linee più adatte alla riconquista e conservazione del benessere fisico. Come sempre, senza contare le calorie, ma attivando il metabolismo con il movimento e puntando su un'attenta scelta dei cibi. 
E' rivolto a tutti, perché evidenzia come si possa seguire un corretto regime alimentare, vario e ricco, anche se il nostro è un pranzo lampo, anche se non siamo autentici chef, anche se non vogliamo rinunciare all'uscita in pizzeria. E ci suggerisce le migliori soluzioni se abbiamo bisogno di un menù depurativo, se mangiamo alla mensa, se organizziamo una festa per bambini. Ci indica quali attenzioni adottare per l'alimentazione di un anziano o di uno sportivo.  
Buona lettura e buon appetito con le gustose ricette studiate per le varie occasioni!

 

 

Marzo 2006 - "Podismo ed atletica" : Commento a dietaGIFT

DietaGIFT: dimagrire senza contare le calorie. Aria nuova nel mondo delle diete.

Nel Giugno del 2005 Fabbri Editore pubblicava il libro “DietaGIFT” scritto da Attilio e Luca Speciani. Il primo medico immunologo che da più di 20 anni lavora nel campo delle allergie e intolleranze, il secondo una vecchia conoscenza per chi si occupa di corsa, sia per i suoi libri sullo zen e sulla maratona, sia per la sua attività nel campo dell’allenamento e della nutrizione degli atleti.

Perché un nuovo libro sulle diete? Evidentemente perché nella loro quotidiana esperienza clinica, i due autori avevano la necessità di impostare regimi alimentari – per atleti e non atleti – diversi da quelli più diffusi e “alla moda”, che non offrivano risultati del tutto soddisfacenti. Attilio e Luca Speciani, infatti, rovesciano l’approccio classico della maggior parte delle diete, sostenendo che non si dimagrisce “mangiando poco”, quanto piuttosto perché si è riusciti ad attivare il proprio metabolismo in modo corretto. E l’affermazione non è di quelle leggere, perché mette in discussione uno dei dogmi della dietologia, cioè il vecchio concetto che se si vuole dimagrire si deve stare a stecchetto.

Intuendo la portata di ciò che via via veniva scoperto e testato, gli autori non si sono limitati all’elencazione dei cardini e delle regole di base del nuovo metodo, ma hanno voluto accompagnare ciascuna delle dieci regole operative, con una sezione scientifica che forniva supporto teorico alle scelte operate. Non basta infatti dire – ad esempio – che “masticare a lungo” fa dimagrire. Può anche essere un’intuizione, ma occorre documentarlo. E nel libro sono stati citati i lavori che comprovano, per esempio, come e perché questo avvenga, grazie all’azione di un preciso neurotrasmettitore.

Il libro non risparmia critiche dettagliate a regimi alimentari (come zona, Atkins ecc.) che impongono diete fortemente ipocaloriche, magari “coperte” da paraventi diversi. Una dieta che fornisca poco più della metà delle calorie necessarie ad un individuo ne provoca infatti immediatamente un rallentamento metabolico, i cui effetti possono essere di una certa gravità sia nell’immediato (dimagrimento dovuto a perdita di massa magra) sia nel medio periodo, con scarsa funzionalità degli organi emuntori (fegato, reni, pelle) e progressiva intossicazione ed atonia. E’ chiaro come per qualunque atleta l’applicazione di una dieta siffatta possa provocare gravi danni e – dopo un breve calo ponderale di sola massa magra – portare all’immediato recupero di tutti i kg persi. Talvolta con gli interessi, e con strascichi di frustrazione e disistima.

Ecco dunque la soluzione GIFT che si concretizza nell’utilizzo di tre “strategie” per incrementare con rapidità il metabolismo: la distribuzione delle calorie nella giornata, il bilanciamento proteico dei pasti e l’attivazione al movimento aerobico. Il tutto nel rispetto della calma insulinica (l’ormone che controlla i picchi di zucchero nel sangue, ma che provoca anche accumulo di grassi) e della qualità dei cibi con cui nutrirsi.

La distribuzione delle calorie nelle 24 ore è uno dei punti chiave della dieta. Mangiare una ricca colazione al risveglio, infatti, asseconda il naturale ritmo ormonale che vede picchi di testosterone, cortisolo e ormoni tiroidei nelle prime ore del mattino. Tutti questi ormoni sono rivolti al consumo, al contrario di quelli presenti maggiormente al pomeriggio e nelle ore serali (insulina, GH) che sono invece prevalentemente anabolici. Ciò che si mangia al mattino, insomma, viene consumato tutto e – ciò che è più importante – stimola il metabolismo a lavorare intensamente. Il famoso “salto della colazione” di coloro che pensano invece di dimagrire attraverso rinunce e privazioni ottiene esattamente l’effetto opposto: il metabolismo rallenta e il corpo – in previsione della carestia che percepisce dal punto di vista biochimico – si tiene stretti stretti i grassi di cui dispone, pochi o tanti che siano.

Capire che è solo con l’attivazione metabolica che si può dimagrire in salute è un passo importante, e in controtendenza. La nostra salute è troppo preziosa per essere messa in gioco in cambio di nulla. Gli autori sanno che la “battaglia” è appena incominciata ma – a giudicare dai primi dati di vendita del volume, già ristampato dopo tre soli mesi dall’uscita -  ci sembra che siano solidamente preparati a portarla fino in fondo.

 “Dieta GIFT” – Fabbri Editore 2005 – 292 Pagg. Euro 17,00 – in tutte le librerie.

 

Gennaio 2006 - Rivista "Amica"- segnalazione di dietaGIFT

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Dicembre 2005 - Mensile "For men" - Articolo di Stefania Rattazzi 

Un articolo che insegna a non demonizzare i carboidrati ma ad inserirli, magari con qualche "trucco", all'interno dell'alimentazione quotidiana. Con la consulenza di Attilio Speciani, coautore di dietaGIFT.

23 Novembre 2005 - "Corriere della sera" - Presentazione dietaGIFT

 Da pag. 16 del "Corriere della Sera" di mercoledì 23 Novembre 2005, rubrica "ABBIAMO SCELTO":

L'altra dieta si chiama GIFT.
Nella dieta GIFT le calorie non contano: contano invece l'abbinamento dei cibi , la distribuzione dei pasti nella giornata e la relazione tra corpo e mente. Attilio Speciani e Luca Speciani lo spiegano nel libro "dietaGIFT" (Fabbri) che presentano oggi alla Feltrinelli di Corso Buenos Aires.
DIETA GIFT, Libreria Feltrinelli, corso Buenos Aires, 33, ore 18, ingresso libero. 

 

Ottobre 2005 - Rivista "Cosmopolitan" - sezione benessere 

 A pag. 166, nella sezione BENESSERE, una serie di consigli per attivare il metabolismo.

ORE 8: CHI MANGIA BRUCIA. WOW!
Bevi solo caffè o digiuni? Il tuo metabolismo carburerà all'80%, quindi brucerai meno calorie.
Sforzati di mangiare. Al mattino, l'aumento di testosterone e cortisolo ti spinge a usare subito gli zuccheri ed i grassi che assumi.
"Il primo pasto attiva i sistemi metabolici e mentali. L'organismo andrà al 100% e ti sentirai al massimo, perché partirai in armonia con i cicli naturali" spiegano Attilio e Luca Speciani in dieta GIFT, gradualità, individualità, flessibilità e tono.
Cosa scegliere?
"Latte, pane integrale, miele, parmigiano ed una mela" consiglia Speciani "oppure caffè d'orzo con 150 g di muesli, tre fette di prosciutto cotto e succo d'arancia".

 

Settembre 2005 - Rivista "La macchina del tempo" n.10 Ottobre 2005: "Nati per correre" di Roberta Mercuri

Un bel servizio/intervista, sull'attitudine naturale dell'uomo alla corsa e al movimento, uscito in seguito agli articoli apparsi su "Correre" da me scritti come commento alle ricerche scientifiche di Bramble e Liebermann, con riferimento all'attivazione metabolica naturale di dietaGIFT..
Per leggere l'articolo basta cliccare sulle miniature...

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Settembre 2005 - Rivista "ELLE"- "LINEA: le nuvole si diradano"- 

LINEA: le nuvole si diradano (pag. 542).
Una bella linea si mantiene anche senza contare le odiate calorie, con il corretto abbinamento dei cibi, facendo pasti ben distribuiti, esaltando le potenzialità di corpo e mente. Come dire, nuvole nere e sacrifici inutili, volare lontano....
L'ispirazione: il libro "dieta GIFT, gradualità, individualità, flessibilità e tono, di Attilio e Luca Speciani (Fabbri Editore, 17 euro)

 

8 Settembre 2005 - Rivista "Triathlete" - "Alimentazione e performance"

Articolo e commento relativo al convegno tecnico di Salsomaggiore, al link
www.fantatriathlon.it/modules.php?name=News&file=article&sid=1832

(comunicato stampa)
Sabato 29 ottobre, in occasione dei Campionati Italiani Age Group di Duathlon, Salsomaggiore Terme (Parma), ospiterà il convegno di aggiornamento tecnico sul tema "Alimentazione e performance"...

Il convegno, organizzato da CUS Parma Medel con il patrocinio del Comune di Salsomaggiore, oltre a porsi come corso di aggiornamento rivolto ai tecnici F.I. Tri, darà vita ad un momento di scambio aperto anche ad atleti e pubblico.

Le argomentazioni proporranno una riflessione su temi scientifici di forte attualità per soffermarsi, in particolare, sui complessi rapporti che intercorrono tra alimentazione, equilibrio psicofisico e prestazione sportiva.

La giornata di lavoro prevede l'intervento di esponenti del mondo sportivo e accademico con il seguente programma:

ore 15.30 - Intolleranze alimentari e preformance sportiva : nessun cibo è nemico.
Dott. Attilio Speciani Allergo immunologo, componente del Comitato Tecnico Scientifico (CTS) Regione Lombardia per le medicine complementari, responsabile scientifico di www.eurosalus.com

Ore 16.30 - Il fattore peso come elemento "nascosto" di incremento o decremento prestativo: quali i valori ideali?
Dott. Luca Speciani Dottore in scienze agrarie, esperto di alimentazione, prestazione sportiva e metodologie di allenamento. Consulente nutrizionale e sportivo presso lo studio medico SMA (Milano). Ottimo atleta, collabora da alcuni anni con la rivista "Correre". Web site: www.lucaspeciani.it

Ore 17.30 - Equilibrio psicofisico nell'alimentazione: le diete fanno male allo sportivo?
Dott. Pietro Trabucchi Psicologo dello sport e collaboratore del Dipartimento di Psicologia dell'Istituto di Scienze dello Sport del CONI, segue per l'aspetto mentale alcuni skyrunners di valore come Bruno Brunod e la squadra nazionale di Triathlon. Lavora inoltre con ultramaratoneti, ciclisti, fondisti e scialpinisti; autore di diversi libri, è il coordinatore responsabile del CHP (www.psycoendurance.com).

Il convegno sarà seguito, in serata, dalla presentazione del volume "Dieta GIFT. Gradualità, individualità, flessibilità, tono." (Fabbri Editori, 2005), alla presenza degli autori Attilio e Luca Speciani.

Tutte le info sull'iniziativa su www.cusparma-sportfidenza.it/duat_salso

Ufficio Stampa
Mariachiara Illica Magrini
millicam@libero.it

 

25 Agosto 2005 - Rivista "Donna Moderna" - "Dai un taglio agli zuccheri" di Stefania Rattazzi

Dai un taglio agli zuccheri
Pasta, pane e dolci non fanno solo ingrassare: possono dare dei seri disturbi. Per mantenersi sani (e in linea) basta consumarli nel modo giusto

di Stefania Rattazzi
25/8/2005

Ormai lo sappiamo tutte che troppi grassi non fanno bene. Poche, però, si ricordano degli zuccheri “nascosti”. Quelli, cioè, che si trovano non solo nel pane e nella pasta, ma anche in cibi insospettabili come bibite gassate, biscotti o pan carré. Mangiarne troppi, ma soprattutto consumarli nel modo sbagliato, può favorire l’accumulo di “ciccia” e la comparsa di malattie. Lo spiegano bene Attilio e Luca Speciani nel nuovo libro Dieta GIFT, Gradualità Individualità Flessibilità Tono (Fabbri editori).

«Se si esagera con i carboidrati» spiega il dottor Attilio Speciani, allergologo e immunologo «si hanno dei picchi di insulina, l’ormone che regola il metabolismo di queste sostanze, che ne facilitano l’accumulo sotto forma di grassi. In più, con il passare del tempo, l’organismo può diventare insensibile all’insulina, aprendo la strada al diabete». Questo non significa bandire gli zuccheri, ma imparare a consumarli in modo sano e non “punitivo”. Vediamo come fare con l’aiuto del dottor Speciani.

>>Appena sveglia. Il momento ideale per assumere i carboidrati è il mattino. Se fai una ricca colazione entro 45, 60 minuti da quando ti sei alzata, il cibo viene trasformato in energia e quindi non si accumula. Questo perché l’organismo, pronto all’azione, sfrutta tutte le calorie e, in particolare, quelle degli zuccheri. Se non ti piace mangiare subito, puoi camminare di buon passo o correre per 30 minuti appena sveglia, e far colazione dopo la doccia. Così il metabolismo si attiva e il pasto “ritardato” non si trasforma in grasso.

>>Amiche proteine. Per rallentare l’assorbimento dei carboidrati, limitandone la trasformazione in grassi, associali sempre a cibi ricchi di proteine. A colazione scegli il vero pane integrale, che contiene fino al 14 per cento di proteine, consuma una tazza di latte o un vasetto di yogurt, mangia due, tre noci o mandorle, anch’esse molto ricche del prezioso nutriente. E poi non avere paura a portare in tavola un uovo bollito, o un paio di fettine di frittata di verdure cucinata con 30, 40 grammi di formaggio magro: non corri rischi neppure per il colesterolo. «Una colazione ricca» spiega Speciani «sazia fino a pranzo, mettendo al riparo da eventuali tentazioni troppo grasse».

>>A pranzo e cena. Se ai due pasti principali consumi cibi proteici, puoi concederti tranquillamente anche pasta o pane. La proporzione ideale è un piatto composto da un terzo di carboidrati, un terzo di proteine e un terzo di verdure. Per esempio, scegli gli gnocchi con il pesto, che contiene formaggio. La pasta o il riso con ragù di carne o di pesce, o al pomodoro con una spruzzata di parmigiano. Aggiungi della verdura cruda e cotta: le fibre rallentano l’assorbimento degli zuccheri.

Preferisci, poi, pasta e pane integrali, che vengono assorbiti a una velocità dimezzata rispetto a quella dei corrispondenti cibi raffinati. Un consiglio in più? Mastica bene, passando a un secondo boccone solo quando hai deglutito il primo, perché la masticazione attiva la “distruzione” dei grassi e funziona soprattutto se mangi carboidrati. E tra un pasto e l’altro consuma verdura cruda o frutta, ricca di zuccheri a lento assorbimento e quindi ideale anche per gli spuntini.

 

 

25 Agosto 2005 - Rivista "Correre" n. 252 del mese di Settembre '05

Il pezzo, scritto dalla redazione, interpreta molto bene, ancorché sinteticamente, il messaggio trasmesso.

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21 Luglio 2005 - Sito Internet Podisti.net - "Star meglio con la corsa e un po' di dieta" di Fabio Marri

Star meglio con la corsa e un po’ di dieta 
di Fabio Marri 

Dico subito che il libro mi e’ piaciuto, l’ho tempestato di annotazioni (ciò’ che si fa solo con le pubblicazioni che hanno qualcosa da dire) e in famiglia me l’hanno presto rubato. Parlo di Attilio e Luca Speciani, Dieta GIFT (Gradualita’ Individualita’ Flessibilita’ Tono), Fabbri Editori, maggio 2005, pp. 287, 17 euro; la sovracoperta offre anche il sottotitolo “Dimagrire senza contare le calorie”, con gioioso ritratto di epidermide femminile addominale (dal resto che si vede, volendo sottilizzare, non si desume un’eccessiva magrezza della ritratta, ma tutt’al più la sua appartenenza al tipo longilineo, che a p. 231 si dice caratterizzato solitamente da “seni piccoli”!); ma mi sembra un titolo riduttivo od ossequente alla moda, perché questo libro offre molto di più che l’ennesima cura dimagrante.

I due fratelli autori sono gia’ noti al mondo del podismo (specialmente il secondo, maratoneta che a 43 anni riesce ancora a stare sotto le 2.40, e da anni tiene una rubrica su “Correre”, tanto piu’ apprezzabile da quando ne ha, finalmente, espunto la parola zen); il primo, allergologo e immunologo di fama nazionale, gestisce uno studio medico ed ha risolto parecchi casi di intolleranze alimentari, davanti alle quali altre cure erano fallite, non vietando ma semplicemente alternando le sostanze peggio tollerate (chi pratica il nostro ambiente riconoscera’ facilmente il caso clinico illustrato a pp. 246-7, che positivamente coinvolse una celebre supermaratoneta ferrarese). Tra i vari siti e pubblicazioni curate dai due autori o loro congiunti-colleghi (e, devo dire, generosamente segnalati nel corso del volume), mi sentirei di citare www.eurosalus.com, col volume di Attilio S. Guarire le intolleranze, Tecniche Nuove 2004.

Dicevo che e’ riduttivo ridurre il libro a una dieta, salvo che non si dia alla parola dieta il significato originario di “stile di vita”, nella quale il dimagrimento (quando serve, cioe’ non sempre) e’ un sottoprodotto di un benessere generale legato ad abitudini piu’ sane. Questa strana sigla GIFT (che mettera’ in imbarazzo nel caso di una traduzione tedesca dell’opera, dato che gift in tedesco significa ‘veleno’) e’ tuttavia significativa del fatto che il libro non da’ precetti assoluti, non conta le calorie, non vieta nessun cibo (perlomeno, nessun cibo naturale), lascia che sia l’individuo a decidere di se’ stesso, dopo un’indispensabile guida preventiva. Allo stesso modo, anche i fratelli Speciani hanno deciso della propria vita (in senso fisiologico) dopo aver meditato su una serie di spiacevoli vicende cliniche in famiglia (ricordate a pp. 16-23; ed anche altrove, perche’ uno dei caratteri del libro e’ quello, didatticamente utile ai deboli di memoria, di ripetersi spesso); una volta salvate le proprie vite, possono con qualche autorevolezza proporre agli altri le proprie ricette.

Tra le quali c’e’, ovviamente, l’attivita’ fisica (che, per l’esattezza, e’ l’ottavo dei dieci comandamenti, ovvero “Dieci regole di Dietagift” esposte nel cap. 2, a pp. 157-75), indispensabile, specie nella sua versione ‘aerobica’, cioe’ podismo-ciclismo-nuoto, a promuovere la “attivazione metabolica”, primo cardine su cui si posa la procedura degli Speciani.
Si tratta, in sostanza, di indurre l’organismo a consumare, a bruciare i grassi e le altre sostanze che noi dobbiamo continuare a introdurre nel nostro corpo. Smettere di mangiare, o ridurre l’alimentazione, senza fare del moto induce nell’organismo meccanismi di difesa che riducono i consumi: si sta peggio e non si dimagrisce (questo, anche se non fossero vere le motivazioni legate a una ricostruzione dell’evoluzione umana su cui gli Speciani poggiano ma che a lume di naso pare un po’ debole). Allo stesso modo, vera o no che sia la dipendenza nostra dalle antiche abitudini dell’uomo cacciatore (che si ingozzava di qualunque cosa trovasse, quando la trovava, e andava sempre di corsa), e’ un fatto che noi oggi dobbiamo smettere di sollecitare il pancreas a produrre sempre nuova insulina per ‘digerire’ i troppi zuccheri ad amidi raffinati che ingurgitiamo; a parte i deleteri effetti immediati (che ben conosce il maratoneta che mangia zollette di zucchero, per ritrovarsi dieci minuti dopo piu’ debole e affamato di prima), e quelli appena piu’ tardivi dell’ingrassamento, si va incontro – sempre piu’ nella civilta’ moderna del fast food industriale – al diabete. Essenziale diventa dunque la preferenza data a cibi dal basso “indice glicemico” (che non facciano cioe’ crescere la glicemia: tabella a pp. 74-5), e l’accoppiamento costante di carboidrati e proteine (le quali ultime riducono il fabbisogno di insulina). Tali principii stavano alla base anche della dieta “(a) Zona”, da cui pero’ gli Speciani prendono le opportune distanze (senza rinnegarla), non solo perche’ impone un calcolo ossessivo del peso di tutti i cibi, ma anche (secondo un testo scientifico del 1999 cui anche noi criticoni di Podisti.Net demmo rilievo al suo apparire) perche’, con riferimento ai praticanti sport, “la dieta a zona deve essere considerata piu’ ergolitica che ergogenica” (cioe’ distruttrice, non creatrice di energie: p. 258).

Ma soprattutto – e qui sta il richiamo piu’ appassionato degli autori, che facciamo volentieri nostro – e’ urgente liberarsi dei troppi cibi-spazzatura, additivati all’inverosimile (a suon di nitrati, polifosfati, idrogeno, zucchero ecc.) e pompati dalla TV, e puntare sulla “qualita’ dei nutrienti” (che in modo forse ascientifico, ma efficace, gli Speciani individuano in cio’ che e’ “fresco, crudo, vivo e colorato”). Venendo alla pratica, e senza pretendere di riassumere i mille consigli di un libro ricco come pochi (che potrebbe utilmente venir corredato da un indice alfabetico degli argomenti), rinviamo alla tabella di pp. 51-3 per una prima serie di suggerimenti che poi sono sviluppati nel corso dell’opera. Per dirne alcuni, che spesso coincidono con le raccomandazioni delle nonne di una volta (purtroppo non piu’ quelle di oggi, sempre pronte a comprare le merendine per i nipoti; ma semmai quelle che apprezzavano le spighe d’aglio!): star leggeri la sera e cominciare invece la giornata con una bella colazione, diciamo, all’anglosassone; bere acqua soprattutto ricavandola da frutta e verdura, che ti danno anche le indispensabili fibre vegetali; masticare a lungo, e quando si mangia pensare a quello che si fa senza lasciarsi distrarre dai TG o, peggio, dagli spot. E soprattutto, mantenere quell’equilibrio psicofisico che la dieta equlibrata e la costante pratica sportiva contribuiscono in grande misura a far raggiungere.

Tutte chiacchiere, o al peggio le solite cose che si leggono ma poi non si riescono ad applicare? (Viene in mente il caso di una podista, o sedicente tale, affetta da irriducibile pinguedine, che diceva di provarle tutte, compresa quella di mangiare solo crudo; si seppe poi che era andata alla corte del Guru Crudivoro, ma la cosa migliore che le era riuscita era stata quella di portarsi a letto il Guru stesso e lasciar perdere la dieta). No, gli Speciani (suppongo, con l’aiuto delle numerose donne di famiglia e di clan) propongono nell’ultimo capitolo (pp. 261-85) una serie di ricette di cucina, precedute da una buona dose di consigli per gli acquisti al supermercato: il bravo “gifter”, fatta scorta (per esempio) di yogurt, maionese, formaggio grana o certosa, prosciutto crudo, frutta e verdura senza risparmio, granaglie e farine integrali (col germe!), grassi vegetali non idrogenati e tante altre cose (dottori, le bistecche e il fegato di cavallo posso continuare a permettermele??), potra’ divertirsi a fare in casa il pane, ma anche la pizza (con aggiunta di zucchine, melanzane ecc., meglio ancora se l’aglio-panacea) e perfino dolci quali le “coccole di dama”, al cui nome suggestivamente peccaminoso contribuiscono ricotta, cocco, miele (integrale!) e – volendo - anche il peperoncino.

Ma non saranno preclusi i cibi piu’ tradizionali, elencati nell’ultima tabella di p. 285 con tanto di contenuto calorico: dal risotto con la zucca, piu’ prosciutto e melone (ma quanto prosciutto?), piu’ pesce con patate al forno (andateci piano pero’ con le patate!) fanno si’ e no 1100 calorie. Potete aggiungervi il vinello, se vi piace: mezzo bicchiere lo permettono gli autori; un altro mezzo (perlomeno di quei bianchi frizzanti leggeri dei colli romagnoli) ve lo permettiamo noi. Alla salute di tutti!



18 Luglio 2005 - Sito Internet Runny di R. Albanesi - "DietaGIFT"

La dieta Gift (o dietaGift), il titolo di questo articolo è volutamente doppio perché gli autori nei loro siti usano le due dizioni) è il modello alimentare orientato al dimagrimento (ma non solo) dei fratelli Attilio e Luca Speciani.
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Lo commento non solo perché essendo in libreria ha una visibilità a livello nazionale, ma per il target comune. Infatti Luca Speciani scrive di corsa e ha un sito che tratta di tutto un po' come il mio, ma si rivolge soprattutto ai runner. Penso che nella sua evoluzione io lo abbia decisamente influenzato .....
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In sostanza un ottimo libro di promozione dell'attività professionale degli autori, ma di scarso aiuto al lettore che si trova smarrito di fronte a moltissime affermazioni: se è necessario un equilibrio psicofisico per avere un corpo forte e magro, come faccio? Come possono quelle quattro paginette di uno degli ultimi capitoli a spiegarmi come diventare un soggetto equilibrato?

Il commento degli autori di dietaGIFT

Come in ogni campo, il successo di un'iniziativa comporta anche la comparsa di commenti critici, peraltro graditi quando sensati e costruttivi. In questo caso il commento di "Runny" (coperto da copyright e che quindi ci è impossibile riportare integralmente), ci sembra privo di consistenza. Per capire lo spirito con cui è stato scritto, basta commentare (una fra tutte) l'ultima affermazione, in cui Roberto Albanesi indica in "quattro paginette" lo spazio da noi dedicato al tema importantissimo dell'equilibrio psicofisico. Chi abbia sottomano il libro potrà con facilità rendersi conto del fatto che al capitolo in oggetto (regola n.10) abbiamo dedicato la bellezza di 27 pagine: dalla pagina 190 alla pag. 217. Il 10% dell'intero volume!

Ci sembra poi alquanto azzardata la tesi secondo cui i "fratelli Speciani" desiderino imitare il prolifico ingegnere pavese. Le diete proposte dal suddetto si basano su uno stretto controllo calorico. Elemento sul quale invece dietaGIFT è fortemente critica, tanto da fare dell'attivazione metabolica uno dei suoi punti di forza, in controtendenza rispetto a quanto proposto (esplicitamente o meno) dalla maggioranza delle diete "vecchio stile". 
Chi abbia la ventura di conoscere personalmente gli interessati dispone certamente di tutti gli elementi per capire la totale infondatezza di una tale affermazione.


Metà Luglio 2005 - Corriere della Sera - Un'estate di benessere con la manualistica Fabbri


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Una simpatica pubblicità su un "Corriere della Sera" della metà di Luglio: un'estate di benessere con la manualistica Fabbri. "Una dieta tutta italiana per dimagrire senza fare sacrifici".

 

7 Luglio 2005 - Risposta di Riccarda Serri ad una lettrice di Vanity Fair - di Riccarda Serri

Cara dottoressa, ho la pelle del corpo senza tono, specie su addome e seno. Vado in palestra, faccio massaggi e trattamenti a base di fanghi rassodanti tre volte la settimana. Tutte le sere applico una crema tonificante e, spesso, uso l’elettrostimolatore. Ma non ho alcun risultato, anzi, peggioro di anno in anno. Ho provato anche con integratori specifici, ma non avuto miglioramenti.
Mi devo rassegnare?
Sissi

È sicura di mangiare bene, di tutto, compresi gli amminoacidi essenziali presenti nelle proteine animali? Se per caso è vegetariana, le suggerisco di farsi consigliare una dieta comunque completa da un nutrizionista (anche vegetali i contengono amminoacidi, ma bisogna combinarli in modo adeguato e mangiarne in giusta quantità). Eventualmente, assuma per qualche mese integratori a base di amminoacidi, vitamina C e ferro (tutte sostanze che contribuiscono alla sintesi di collagene, fibra che dà tono alla cute). E legga, mettendo in pratica i consigli, un libro appena uscito: Dieta GIFT, gradualità, individualità, flessibilità, tono (Fabbri Editore), di Luca e Attilio Speciani.

7 Giugno 2005 - Rivista "Tu" - Dieta GIFT: Lo stile alimentare naturale che ti fa dimagrire mangiando.

Ecco in assoluto il primo articolo comparso su dietaGIFT: tempo d'estate, quindi l'argomento viene subito preso da un giornale femminile che ne sottolinea la valenza da un punto di vista prettamente estetico. 

Nostro commento: simpatiche foto che sottolineano l'aspetto "amichevole" del cibo, utili consigli pratici di applicazione ed una esposizione sostanzialmente corretta delle linee base di dietaGIFT. Cliccando sulle singole pagine si potrà leggere l'articolo in originale. 

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Che la prima foto non tragga in inganno!!! La pasta è ammessa ma senza esagerare. Buona l'evidenza data alla prima colazione ed alla ricetta della mitica Giftella.

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Entra in scena il MonopiattoGIFT con tabelline di riferimento, ricette e proposte per i pasti fuori casa.

 

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Si pone l'accento sul movimento, indispensabile alleato per il raggiungimento e mantenimento di una buona forma fisica!!! E dopo aver corso, nuotato, pedalato o ballato, scopriamo i ricchi dolcetti che ci possiamo permettere senza rimorso.

 

Marzo 2005 - Rivista "Podismo ed atletica- articolo pubblicato: "Siamo sicuri che l'epo funzioni?"