Maratona
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La
ventinovesima edizione della Maratona del corpo dei Marines (31 ottobre
2004, Washington D.C)
La maratona è una
gara di corsa sulla distanza di 42,195 km.
Il termine viene usato, impropriamente, in senso più ampio per indicare
un qualsiasi evento atletico che richieda grande resistenza.
Gare correlate sono la mezza
maratona (21,097
km) oppure l'ultramaratona,
con distanze superiori ai 42,195
km.
Distanza
|
Anno
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Distanza (km)
|
|
1896
|
40
|
|
1900
|
40,26
|
|
1904
|
40
|
|
1906
|
41,86
|
|
1908
|
42,195
|
|
1912
|
40,2
|
|
1920
|
42,75
|
|
Dal 1924
|
42,195
|
La distanza della maratona
non venne subito standardizzata e fino alla maratona
olimpica del 1924 essa ebbe diverse variazioni, comprese tra i 40 e i 42,195 chilometri.
Nei primi anni la distanza della maratona era di circa 40 km, cioè la distanza tra Maratona ed Atene.
La maratona olimpica del 1908, svolta a Londra, doveva
originariamente partire dal Castello di Windsor e finire allo Stadio
Olimpico, con un percorso di 26 miglia esatte (pari a circa 41.843 metri) a cui gli organizzatori aggiunsero 385 yarde (ossia circa 352 metri), in modo da
porre la linea di arrivo davanti al palco reale. La distanza risultante fu in
tal modo di 42.195
metri; tale distanza dopo le successive edizioni dei giochi del
1912 a Stoccolma e del 1920
ad Anversa,
venne ufficialmente adottata nel 1921 dalla Federazione mondiale di atletica
e divenne ufficiale a partire dai successivi Giochi di
Parigi del 1924.
Storia
L'idea di organizzare la
gara venne a Michel Bréal, che voleva
inserire l'evento nel programma della prima
Olimpiade moderna, svoltasi ad Atene nel 1896. La maratona era la
gara più attesa dei primi Giochi Olimpici e intendeva essere la rievocazione
sportiva di un evento epico: la corsa di Filippide (o Fidippide, secondo le fonti)
dalla città di Maratona all'Acropoli di Atene per annunciare la vittoria sui
persiani nel 490 a.C.. La maratona olimpica avrebbe seguito un percorso analogo,
dal ponte di Maratona allo stadio Panathinaikos di Atene, per un totale di 40 km (la lunghezza ufficiale
di 42,195 km
per la maratona fu stabilita solo nel 1921). Questa idea venne
fortemente appoggiata da Pierre de Coubertin, il fondatore dei moderni
Giochi Olimpici, così come dai greci. Questi ultimi organizzarono una gara di
selezione per la maratona olimpica, che venne vinta da
Charilaos Vasilakos con il
tempo di 3 ore e 18 minuti. Spiridon
Louis giunse quinto in questa gara, ma vinse quella olimpica con il
tempo di 2 ore, 58 minuti e 50 secondi, comprensivi di una pausa per bere un
bicchiere di vino in un'osteria lungo il tragitto. La gara si svolse il 10
aprile 1896. La gara olimpica della maratona ha spesso conosciuto momenti
drammatici o altamente significativi. È rimasta
celebre la gara del 1908, quando l'italiano Dorando Pietri giunse
primo in prossimità del traguardo ma collassò a terra poco prima di raggiungere
la linea di arrivo. Sostenuto da un giudice, venne
successivamente squalificato, lasciando così la vittoria all'americano Hayes.
La gara del 1912, in
occasione dei successivi giochi di Stoccolma, fu addirittura più drammatica: a
causa del forte caldo, inusuale per la Svezia, nonché per la proibizione
assoluta di fornire, come invece si fa oggi, beveraggi ai concorrenti, molti di
loro ebbero malori ed addirittura il portoghese Francisco
Lazaro morì in seguito alla disidratazione ed al colpo di calore; legato a
questa maratona c'è anche uno degli episodi più curiosi dell'intera storia
della disciplina, quello del giapponese Shizo
Kanakuri e del suo "straordinario" tempo finale di 54
anni, 8 mesi, 6 giorni, 5 ore, 32 minuti e 23 secondi! L'atleta
nipponico, accreditato della migliore prestazione mondiale di 2 ore 32 minuti e
45 secondi, era fra i favoriti (la gara sarà vinta con un tempo di oltre
quattro minuti superiore); al 30° chilometro però il caldo e l'arsura, uniti
all'invito di uno spettatore perché si rinfrescasse con una bibita all'interno
della sua casa, fecero sì che succedesse l'irreparabile: Shizo
Kanakuri si sedette nel soggiorno dell'ospitale casa svedese e si
addormentò; si svegliò dopo molte ore e, per la vergogna, non si fece trovare
(tornerà in patria con mezzi di fortuna): fu praticamente dato per disperso
dagli organizzatori ed il suo nome non figurò fra gli arrivati, né fra i
ritirati. Fu "ritrovato" da un giornalista svedese nel 1962 in occasione del cinquantenario
dei giochi di Stoccolma e, cinque anni dopo, gli fu data la staordinaria
possibilità di riprendere la "sua" maratona olimpica da dove l'aveva
interrotta e di concluderla, finalmente, col tempo che si è detto! Restando ai
campioni giapponesi, celebre rimane la vittoria di Son Kee-chung nelle
Olimpiadi di Berlino del 1936. Son correva per il Giappone ma
era in realtà coreano, dato che a quell'epoca la sua patria era occupata
dall'Impero nipponico. In quell'occasione un altro coreano (Nam Sung-young)
giunse al terzo posto. Son Kee-chung sarebbe stato, 52 anni dopo in occasione
dei giochi della XXIV Olimpiade di Seoul, il tedoforo che
avrebbe portato la fiaccola all'interno dello stadio olimpico. Le Olimpiadi di
Roma nel 1960 furono invece vinte dall'etiope Abebe Bikila,
precursore di un'imbattile schiera di fondisti
africani, che percorse i 42,195 chilometri in mezzo alle antichità di
Roma a piedi scalzi. Bikila si ripeté nel 1964 a Tokyo, uno dei pochi
maratoneti a vincere due volte la distanza. L'altro fu Waldemar Cierpinski,
Germania Est, nel 1976 e nel 1980. Drammatica anche la conclusione della
maratona olimpica di Atene, con il brasiliano Vanderlei Da Lima in testa da
circa metà gara. Inseguito dall'italiano Stefano
Baldini, che poi vinse, mentre aveva ancora un buon vantaggio, anche
se inesorabilmente in diminuizione, Da Lima venne
spintonato da un folle, perdendo così preziosi secondi e finendo terzo in
classifica dopo Baldini e l'americano Keflezighi. La maratona femminile si
corre alle Olimpiadi dal 1984, quando vinse l'americana Benoit. Accanto alle
grandi competizioni internazionali (Olimpiadi, campionati mondiali ed europei),
la maratona vive le sue prove più emozionanti nelle prove su strada, che si
tengono a Boston (la più antica al mondo dopo quella
di Atene, dato che si tiene dal 1897), a New York (considerata la più bella al
mondo per l'incredibile partecipazione popolare e la maggiore per il numero di
atleti all'arrivo, 37.954 nel 2006), a Londra (velocissima, terza maratona
mondiale dopo New York e Chicago con 32.974 arrivati), a Berlino (percorso
velocissimo, sede dell'attuale record del mondo). Roma è la principale maratona
italiana con 10.034 arrivati nel 2006 (15° al mondo) seguita da quella di
Firenze (6.285 arrivati nell'edizione 2007). Il movimento
della maratona è in crescita in tutto il mondo e si sta ampliando anche a paesi
poco interessati dalla pratica atletica (come il sudest asiatico) o dalle
condizioni meteo proibitive (Maratona dell'Antartide, Maratona delle Sabbie nel
deserto tunisino).
Record
del mondo e Miglior prestazione mondiale
I record del mondo nella
maratona sono riconosciuti ufficialmente dalla IAAF solo dal 1° gennaio
2004; in precedenza si
parlava invece di "miglior prestazione mondiale".
Affinché un record possa essere omologato il tracciato deve rispettare gli
standard stabiliti dalla stessa IAAF. Ad ogni modo, i tracciati della maratona
possono variare molto come dislivello, percorso e superficie, rendendo
impossibile una comparazione diretta.
Normalmente i tempi migliori vengono ottenuti su
tracciati relativamente pianeggianti, posti vicino al livello del mare, con
condizioni climatiche fresche e con l'aiuto delle cosiddette "lepri"
che impostano subito il ritmo della gara.
Il record del mondo della
maratona maschile è di 2 ore 4 minuti e 26 secondi, stabilito nella Maratona di Berlino da Haile Gebrselassie, il 30 settembre
2007, un tempo inferiore
di 21 minuti e 13 secondi rispetto al 1947.
Il record del mondo femminile appartiene a Paula Radcliffe, che lo
stabilito nella Maratona di Londra il 13 aprile
2003, col tempo di 2 ore
15 minuti e 25 secondi. In Italia l'attuale record è stato stabilito da Stefano
Baldini a Londra il 23 aprile 2006 con 2.07'22". Quello
femminile appartiene a Maura Viceconte che l'ha
stabilito a Vienna il 21 maggio 2000 con 2.23'47".
Tradizione Olimpica
Fin dalla fondazione dei moderni
Giochi
Olimpici, è diventata tradizione che la maratona maschile sia l'ultimo evento del programma di atletica leggera, con
l'arrivo posto all'interno dello stadio olimpico. Spesso viene
disputata a poche ore dalla cerimonia di chiusura.
Questa tradizione è stata
sostituita da una molto più antica in occasione delle Olimpiadi del
2004, quando il percorso da Maratona ad Atene terminò allo Stadio
Panathinaiko, dove si svolsero le Olimpiadi del
1896.