ACIDO
LATTICO : ENERGIA PER IL MARATONETA
Tutti pensano che l’acido
lattico prodotto dal nostro organismo in fase di lavoro muscolare è un nemico
per le nostre prestazioni, ma non è proprio cos’ì, a volte può essere un
“amico” e fornire energia. Per capire questo concetto dobbiamo chiederci “che cosa accade nella fibra muscolare”?
Esemplificando il concetto, si
può dire che quando si corre una prestazione massimale a una determinata
velocità (esempio per una distanza di 500/1000mt) nelle fibre muscolari interessate
si forma acido lattico perché, in rapporto all’energia (ATP) che deve essere
utilizzare per compiere il lavoro muscolare , essa non
è in grado di produrre quantità sufficienti con il Meccanismo
Aerobico (produzione di energia in
presenza di ossigeno) , e di conseguenza si deve ricorrere al Meccanismo Lattacido (produzione di acido lattico in assenza di
ossigeno).
Secondo uno dei più illustri
medici sportivi, il dott. Enrico Arcelli, “c’è un quinto serbatoio energetico che può
essere sfruttato dal maratoneta per fornire energia durante la gara”.
I quattro principali serbatoi
sono:
1)
Glicogeno muscolare presente nei muscoli utilizzati
maggiormente durante la corsa: il glicogeno muscolare
presente nel nostro organismo dipende da diversi fattori, dalla tipologia di
soggetto (sedentario, sportivo), dall’allenamento che si svolge,
dall’alimentazione , esso può variare da
2)
Glucosio ematico, il glucosio presente nel sangue , proveniente dal fegato (o da pochi carboidrati assunti in
gara o dall’alimentazione pre-gara), dove i muscoli
lo prelevano e utilizzano;
3)
I grassi presenti nelle fibre muscolari prima della
partenza, è da tener presente che la quantità di grassi
presenti nell’organismo non dipendono dal peso corporeo del soggetto, anche un
podista magro può avere grandi quantità di grassi presenti nelle fibre
muscolari;
4)
Dagli acidi grassi che escono dagli adipociti
o cellule adipose, e che vengono veicolati
dall’albumina , e sono trasportati dal sangue fino alle fibre muscolari che li
utilizzano.
Il quinto
serbatoio è l’energia contenuta nell’acido lattico che viene
utilizzata dalle fibre muscolari che lavorano nel corso della maratona, ma che
è prodotta da fibre diverse da quelle che lo utilizzano.
Secondo Arcelli “è
opportuno considerare l’acido lattico come una fonte di energia indispensabile
per migliorare le proprie prestazioni in Maratona; quello che conta ai fini
della prestazione è che l’acido lattico prodotto del corso della gara venga sfruttato il più possibile dai muscoli impegnati nella
corsa”.
Ci sono organi e tessuti nel
nostro organismo che mediante processi biochimici hanno la capacità di
ritrasformare l’acido lattico e riprodurre energia disponibile per il nostro
organismo, da ciò si può capire che è errato considerare la produzione di acido
lattico come una scoria inutile e dannosa per l’organismo. La produzione del lattato non è sempre la stessa, dipende dalla velocità di
corsa del soggetto, e dalla sua capacità di mantenerla per un determinato
periodo di tempo.
A velocità basse la quantità di lattato che arriva nel sangue è uguale a quella che viene eliminata dallo stesso sangue; inizialmente c’è un
aumento della concentrazione del lattato, ma poi si
mantiene costante se non addirittura diminuisce. Si possono considerare le
prime fasi di un riscaldamento o di una gara di resistenza.
A velocità della soglia aerobica l’acido lattico aumenta
all’inizio , poi si assesta e rimane costante con un
valore più elevato di quello basale, intorno a 2mmol/l. Tutto questo può
accadere nelle Maratona, in quanto si lavora in regime aerobico.
A velocità della soglia anaerobica , "è il più alto valore di
intensità alla quale esiste ancora un equilibrio fra acido lattico prodotto e
quello smaltito”. In linea generale si ipotizza una
concentrazione del lattato pari a 4mmol/l. Questa
situazione accade nelle gare di 10/12km.
A velocità più elevate della soglia anaerobica, in
questo caso nelle gare di 1500/5000mt , o in allenamenti
brevi, ma intensi, l’acido lattico viene prodotto inizialmente, sale in maniera
più veloce e poi continua sempre a salire, ma molto lentamente.
Da queste considerazioni e
spiegazioni fisiologiche si possono ottenere delle indicazioni pratiche per programmare
al meglio le sedute di allenamento. La capacità di smaltire l’acido lattico e
utilizzarlo nel corso degli allenamenti o gara dipende dagli adattamenti
biochimici che abbiamo prodotto nel nostro organismo.
Come abbiamo visto diverse volte
in altre newsletter per migliorare la capacità dell’organismo di produrre,
utilizzare e smaltire l’acido lattico, possiamo inserire nel nostro piano di
allenamento delle sedute specifiche. Gli allenamenti più idonei a tale scopo sono quelli che
consistono nel lavoro ad alta
intensità per migliorare la capacità lattacida,
lavori dunque che portano a produzioni di notevoli quantità di lattato. In questo modo l'organismo si adatterà non solo a
produrre e utilizzare notevoli quantità di acido lattico, ma anche a smaltirlo
più velocemente possibile. Da qui l'utilità non solo
di allenarsi a intensità elevate , ma anche a utilizzare recuperi brevi e
modalità di recupero idonei, come la corsa lenta.
I mezzi di allenamento idonei per tale scopo sono:
Di queste tipologie di allenamento è opportuno
programmarne una a settimana, o al massimo una seduta di ripetute brevi e una
seduta di ripetute lunghe o medie, dando almeno 2/3 giorni di riposo tra una
seduta e l'altra per rigenerare l'organismo. E’ ovvio che tale
sedute di allenamento vanno programmate in un periodo di preparazione
lontano dalla gara perché conducono l’organismo a una produzione massiccia di
acido lattico e per smaltirlo c’è bisogno di più tempo. Vediamo come possiamo
programmare delle settimane di preparazione per la Maratona inserendo sedute
specifiche per migliorare la capacità di produrre e riutilizzare l’acido
lattico.

Come si può notare dalla tabella possiamo programmare una
seduta specifica di ripetute in pianura per migliorare la soglia anaerobica, e
quindi la capacità di produrre e riutilizzare acido lattico. Se la nostra
capacità di recupero è buona , possiamo anche
programmare durante la settimana una seduta di ripetute medie o lunghe
(1km/7km), e una seduta di ripetute brevi (500/100mt).
(Fonte: alcune definizioni sono presenti
nei testi “L’allenamento del maratoneta di alto e medio livello”, Enrico
Arcelli & Renato Canova,
Ed Correre, e “Acido lattico e prestazione” , Enrico Arcelli,
Cooperativa Dante Editrice).
Buona corsa e buon divertimento!
Antonacci Ignazio