CORSA
E LA DIETA A ZONA
(2^parte)
Riepilogando quanto abbiamo detto, possiamo affermare che
le componenti essenziali della Zona sono:
- Controllo dell'insulina
- Restrizione calorica
- Modulazione degli Eicosanoidi
- Attività fisica
- Rilassamento mentale

Un aspetto
a cui il Biologo Barry Sears fa riferimento e dà molta importanza è il rapporto
esistente tra ORMONI e CIBO :il passaporto
per la salute . Secondo le su teorie per ottenere uno stato di salute duraturo e invidiabile è opportuno mantenere un
certo equilibrio tra i diversi nutrienti, il tutto porta a un equilibrio tra la
produzione degli ormoni che regolano i processi del nostro organismo. Uno
squilibrio ormonale conduce l’organismo ad avvertire numerosi sintomi che vanno
dal senso di affaticamento, poca resistenza alla fatica e un appetito
insistente. Per riuscire a regolarizzare il tutto è opportuno “giocare” nella
giusta misura con i carboidrati, proteine e grassi. Non sempre gli alimenti
contengono o uno o l’altro macronutriente, a volte ci sono alimenti che
possiede tutti e tre i macronutrienti. In linea generale “le proteine si
spostano in giro (carne, pesce, ), mentre i carboidrati crescono nel terreno”.
Ogni macronutriente stimola un differente ormone e una differente risposta del
nostro organismo. I carboidrati stimolano la secrezione di insulina (ormone dell’accumulo), le proteine quella
del glucagone (ormone del consumo), mentre
i grassi stimolano la produzione degli eicosanoidi
(buoni o cattivi, in base ai grassi ingeriti). I tre sistemi ormonali
influenzano la nostra salute, e quindi la nostra vita, e la nostra attività
fisica. Partendo dall’Insulina si può affermare che essa è un ormone che ordina
all’organismo di accumulare i nutrienti che si assumono mangiando. Senza
Insulina a sufficienza le cellule morirebbero per denutrizione, per contro troppa
Insulina fa ingrassare e accelera l’invecchiamento. In linea
generale si mangiano troppo carboidrati a ogni pasto, e quindi troppe calorie,
le quali fanno salire i livelli di Insulina, e tale condizione porta
l’organismo ad immagazzinare grassi, e impedisce che essi vengano
utilizzati per fornire energia. Mentre per quanto concerne le proteine esse stimolano la produzione di Glucagone (ormone del consumo), in quanto ordina
all’organismo di liberare i carboidrati immagazzinati nel fegato per
ricostruire i livelli di zucchero nel sangue e nutrire il cervello. Senza
giusti livelli di Glucagone ci si sente sempre
affamati, stanchi e poco lucidi, poiché il cervello non riceve sufficiente
carburante (cioè il glucosio, zucchero in circolo nel sangue). Il Glucagone e l’Insulina si contrastano continuamente l’un l’altro: se uno sale, l’altro cala, e viceversa. I Grassi
invece non entrano in maniera diretta su questo gioco di equilibrio tra Glucagone e Insulina, in quanto essi
influenzano gli Eicosanoidi, che a loro volta
controllano l’Insulina. Per alcuni versi gli Eicosanoidi
posso essere considerati come “ormoni pilota”, orchestrano le funzioni di una
grande schiera di altri sistemi ormonali dell’organismo. A seguire vengono rappresentate le funzioni dei tre tipi di ormoni.
Insulina (ormone accumulo) Glucagone (ormone consumo)
Eicosanoidi (ormoni piloti)
Quindi l’obiettivo della
Dieta a Zona consiste nel regolare i tre sistemi ormonali mediante quello che
mangiamo a ogni pasto. E’ necessario ragionare in termini di ormoni, e non di
calorie, è un modo nuovo di considerare il cibo, anche se in definitiva non si
tratta che di equilibrio e moderazione. E’ importante sgombrare la mente da
alcuni “Luoghi comuni”. Siamo bombardati da notizie su consumo di merende,
cereali, pasta e quant’altri carboidrati , senza consumare grassi e proteine. Quello che è spacciata
come <<saggezza alimentare>> è un attentato alla salute.
La Dieta a Zona è stata
messa in atto da Barry Sears
inizialmente per affrontare e scoffiggere numerose
malattie, come diabete, ipertensione, ictus, ect. Man
mano però alla Dieta a Zona si sono avvicinati molti sportivi, anche agonisti,
che man mano hanno riscontrato notevoli vantaggi praticando la Dieta a Zona.
Attualmente uno dei massimi esponenti della Dieta a Zona per lo sportivo è Fabrizio Duranti, medico specialista in chirurgia, e
ritenuto un grande esperto per il conseguimento delle massime prestazioni
sportive “human maximum
performance”, ed è membro del Comitato Scientifico EnerZone.
Nel suo libro “Supersalute con la Zona” vengono fatti
degli accenni al com’è cambiata l’alimentazione dello sportivo. Da una
presentazione di Enrico Arcelli, uno dei pionieri del
mezzofondo e fondo italiano, emerge che nel 1969 ci fu la maratona valida per i
campionati europei, e il vincitore britannico Ron Hill, che negli ultimi chilometri superò il suo avversario,
il belga Gaston Roelants,
alla fine egli dichiarò che aveva attuato una strategia alimentare che
prevedeva tre giorni prima della gara uno scarico di carboidrati (ipoglicidica) e negli ultimi 3 giorni molto ricca
carboidrati (iperglicidica). Quindi gli permetteva di
avere una maggiore disponibilità di glicogeno muscolare. Ma col passare degli
anni la scienza dell’alimentare ha dichiarato che questo regime alimentare crea
notevoli disagi, sbalzi ormonali, e quindi sbalzi di umore, dal punto di vista
mentale non è facile gestire, e dal punto di vista fisiologico si è visto che
non aumenta di molto le scorte di glicogeno nell’organismo. Quindi si sta
considerando l’alimentazione dello sportivo importante non solo per aumentare
la sua efficienza, ma che stia bene, abbia meno infortuni,
possa allenarsi di più e quindi avere un rendimento più elevato. E lo si può fare rispettando alcune regole che vengono
evidenziate da Barry Sears
nella Dieta a Zona, mediante il controllo ormonale alimentandosi in maniera
corretta. Secondo Fabrizio Duranti, le sette
regole d’oro del percorso verso la super-salute, sono:
1. Alimentarsi
in modo corretto;
2. Assumere i
giusti integratori (nella giusta misura e nel modo giusto);
3. Mantenere
l’intestino sano e capace di assorbire in modo ottimale tutti i macro e micronutrienti;
4. Mettere a
punto i nostri recettori ormonali di membrana, in modo che possano esprimersi
al meglio;
5. Drenare tutte le tossine accumulate durante anni di errori
alimentari ed esposizioni a sostanze tossiche, anche quelle prodotte
dall’attività fisica regolare e intensa;
6. Ottimizzare
la nostra postura, per esprimersi al massimo;
7. infine, usare la meditazione come potente strumento per
difenderci dal cortisolo e radicali liberi, e
migliorare le nostre performance.
Come si può notare dalle
regole appena menzionate, l’alimentazione è un tassello importante della strada
verso il benessere psicofisico, ma non è la “sola componente”. Secondo Fabrizio Duranti esiste un binomio vincente tra
Dieta a Zona e sport, anche se ci si sente dire da atleti che <<i
carboidrati sono il carburante dello sportivo>>. Egli afferma che
l’ottimizzazione del rapporto fra carboidrati (40%), proteine (30%), e grassi
(30%), favorisce una migliore risposta Insulinica e
di conseguenza la sua salute. Come abbiamo già visto nella newsletter
precedente, nella Dieta a Zona, si cerca di diminuire l’utilizzo dei
carboidrati ad alto indice glicemico (pane, pasta, dolci ecc) ed aumentare le
proteine magre. Quindi l’obiettivo è un’alimentazione a basso
stimoli glicemico. Perché questo? L’insulina, è ormone prodotto dal
pancreas, in conseguenza di un’alimentazione prevalentemente a base di
carboidrati. I carboidrati una volta arrivati nel tubo digerente, vengono scissi in zuccheri semplici e assorbiti a livello
della mucosa intestinale, passando per il torrente ematico. Da qui, gli
zuccheri stimolano il pancreas a produrre l’Insulina, la quale ha in compito di
trasportarli dal sangue ai tessuti legandosi ai recettori che si trovano nel
muscolo, fegato, ma anche sul tessuto adiposo. Gli zuccheri si depositano nei
muscoli e nel fegato sotto forma di glicogeno, nel tessuto adiposo sotto forma
di trigliceridi. Quindi l’Insulina è una molecola
importante per la vita di una persona, per far si che
la sua attività permetta di tenere la glicemia a livelli costanti, ed evitare
che il sangue si trasformi in uno “sciroppo”, accumulando troppi zuccheri al
suo interno. Quindi, esemplificando il tutto, quando mangiamo e ingeriamo
zuccheri , se essi sono in eccesso, e il nostro
organismo non riesce a utilizzarli, il nostro sistema di controllo per evitare
che il sangue si trasformi in uno “sciroppo”, si attiva per secernere sempre
più Insulina, e si potrebbe rischiare di accusare una situazione di Iperinsulinemia (insulina
alta nel sangue), conducendo il nostro organismo a una malattia alquanto
frequente negli ultimi anni: il diabete. Per
evitare questo processo a catena verso malattie del benessere è opportuno
quindi modulare l’assunzione di Carboidrati (a basso indice glicemico, vedi
tabella Alimenti e indice glicemico), Proteine (perché il Glucagone
prodotto dall’assunzione di proteine è antagonista dell’Insulina), e i grassi monoinsaturi e polinsaturi.
Tabella A: indice glicemico
si alcuni alimenti (dal più basso al più alto)

E’ da tener presente che
ogni alimento può avere un più alto o meno alto indice glicemico in base a determinati
fattori:
- presenza di fibre alimentari (maggior fibre più basso indice
glicemico);
- presenza di grassi (maggior grassi più basso indice
glicemico);
- cottura dell’alimento (pasta “al dente” più basso indice
glicemico rispetto alla pasta “scotta”).
Continua >>> 3^ parte
Buona corsa a tutti!
Antonacci Ignazio
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