LE
VARIAZIONI DI RITMO
Un allenamento alquanto interessante, motivante e
allenante può essere quello che prende in considerazioni le “variazioni di ritmo”. Le variazioni fanno
parte di quel mezzo di allenamento di corsa continua, ma
variata, non uniforme e regolare. Possono essere corse a ritmo maratona, a
ritmo medio e a ritmo medio/veloce. Nelle corse con variazioni continue si
alternano tratti più veloci a tratti più lenti, è possibile man mano che si va
avanti con gli allenamenti e quindi con la preparazione aumentare la velocità
dei tratti più veloci. L'impegno è determinato dal volume complessivo e dalle distanza da percorrere a ritmo più veloce. Quando si
compiono variazioni su distanze brevi il ritmo è più veloce, e il
chilometraggio complessivo è contenuto, viceversa quando
le distanze sono lunghe si diminuisce il ritmo di corsa. Col passare del tempo
l'atleta è in grado di mantenere nei tratti di recupero (tratti lenti) una
velocità più elevata. Ogni tipologia, e interpretazioni di questo allenamento
conduce il nostro organismo a ricevere degli stimoli differenti dal punto di vista organico e muscolare. Secondo Arcelli , tra le corse con
variazioni possiamo annoverare:
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L’impostazione della distanza
complessiva delle variazioni e del ritmo
di corsa dipende dalla gara che stiamo preparando, se stiamo preparando la
Maratona l’obiettivo sarà quello di correre sempre più km in totale, quindi
variazioni lunghe e con ritmo + contenuto; se invece ci stiamo preparando per
le gare brevi le variazioni saranno più brevi e il ritmo + elevato.
Nell’organizzazione della seduta di allenamento possiamo sbizzarrirci come
vogliamo variando sempre l’impostazione e la gestione delle variazioni. Tale
mezzo di allenamento può essere proposto in sostituzione delle Ripetute , dell’Interval Trainig, del Fartlek per rendere
l’allenamento meno stressante, ma allo stesso tempo motivante. Dal punto di
vista fisiologico le variazioni di ritmo possono essere utili per migliorare la
Resistenza Specifica per la maratona quando le variazioni sono impostare sul ritmo
prossimo a quello di Maratona; oppure possono migliorare la Capacità Aerobica se vengono svolte a un
ritmo medio/veloce rispetto al ritmo maratona. Possono migliorare la Potenza Aerobica (Soglia Anaerobica) se si
effettuano tratti di corsa veloce (fase di lavoro) a tratti di corsa lenta
(fase di recupero).
COME IMPOSTARE LE VARIAZIONI
Possono essere organizzate a piacere in base alla nostra
fantasia e creatività, l’importante è che rispettino un criterio logico,
tenendo presente alcuni elementi fondamentali della metodologia
dell’allenamento :
·
Il
ritmo che sia consono alle nostre potenzialità del momento;
·
Il
volume dei km totali inerenti alla gara che stiamo preparando;
·
Rispettino
una progressività e gradualità del carico di allenamento;
·
Siano
programmati su percorso prevalentemente pianeggiante.
Per calcolare il ritmo di corsa
delle variazioni possiamo prendere in riferimento il
Ritmo Maratona oppure la Velocità di riferimento (Ritmo medio corto veloce).
Per quanto concerne il ritmo maratona possiamo variare di 5/15” + lenti nei
tratti di corsa di “recupero”, e 5/15” + veloce del ritmo maratona nei tratti
di corsa più veloci, tutto dipende dalla distanza programmata in precedenza.
Per quanto concerne il volume delle variazioni (quantità
dei km totali e della singola variazione) è fondamentale rispettare le
caratteristiche della gara in programma e della tipologia delle variazioni.
Esempio, se voglio correre delle Variazioni Lunghe, indispensabili per chi
corre la Maratona, posso alternare variazioni da 4 ai 7km
per un totale 14/21km. Oppure se devo correre delle Variazioni
Breve e intense per preparare le gare brevi (10km), posso alternare
variazioni da
E’ importante anche rispettare la progressività
e gradualità del carico tenendo presente che prima è opportuno
programmare variazioni breve, ma non brevissime, ad
esempio da 1 ai 3km per poi aumentare i km delle variazioni e il ritmo.
Esempio di progressività del carico delle variazioni

Come si può notare dalla tabella su
menzionata man mano che i km delle variazioni aumentano il ritmo è +
lento. Potremmo ipotizzare che le variazioni medie e lunghe vanno
bene per le gare di lunga (maratona) media (mezza maratona) distanza, mentre le
variazioni brevi vanno bene per le gare brevi (10km).
Altro aspetto da tener presente è il percorso , per farsi di poter mantenere il ritmo stabilito è
necessario che le variazioni siano programmate su percorso pianeggiante, al
massimo con qualche leggero falsopiano per rendere l’allenamento ancora più
allenante dal punto di vista muscolare. Oppure se scegliamo un percorso più
impegnativo dal punto di vista muscolare possiamo basare lo stimolo allenante
sulle variazioni di frequenza cardiaca invece che sul ritmo, e tenendo presente
il tempo invece che il chilometro. In questo potremmo impostare variazioni di
10/15bpm tra la fase più intensa e la fase meno intensa. Esempio, un
allenamento di variazioni medie potrebbe essere così impostato 3 x
In una programmazione
settimanale possiamo inserire una seduta di variazioni di ritmo
modificando ogni settimana tipologia di variazioni, una settimana variazioni
brevi, un’altra settimana variazioni medie, e infine variazioni lunghe, per poi
man mano aumentare il ritmo di corsa in base ai miglioramenti ottenuti. Provate
a inserire una seduta di variazioni di ritmo a settimana e noterete i
miglioramenti dal punto della capacità di variare ritmo durante le gare.
Buona corsa e buon divertimento!