UN PO’ DI FANTASIA …
LE
VARIAZIONI DI RITMO
Nella maggior parte dei casi chi pratica un attività
sportiva senza essere seguito da un preparatore atletico, da un esperto del
settore, rischia di allenarsi tralasciando alcuni aspetti fondamentali che a
lungo andare fanno la differenza nella riuscita o meno in quel determinato
sport e passione. Prima di entrare nello specifico dell’articolo del giorno
vorrei presentare le fasi che regolano una routine classica di
una seduta di allenamento:
- Esercizi
di mobilità articolare
- Riscaldamento
vero e proprio con allunghi finali ( + stretching)
- Allenamento
specifico della seduta in programma
- Defaticamento
- Stretching
Questa routine su menzionata può essere una classica routine
di una seduta di corsa , ma il più delle volte per via del tempo a
disposizione, per via delle conoscenze individuali, per via dei dubbi che
ognuno si porta con se dati dalle informazioni discordanti ricevute si rischia
di limitare la seduta a una corsa continua più o meno lenta , media o veloce in
base alle proprie capacità, e nulla più. Vediamo di spiegare in maniera
specifica cosa significano e a cosa servono le voci su menzionate.
- Esercizi di Mobilità articoli: non sono esercizi di
stretching ove la posizione raggiunta è mantenuta per un tempo che va da 30” a 1’00, ma sono
esercizi che permettono una cerca “mobilità” delle articolazioni presi in
esame, sono movimenti continui e controllati che possono riguardare tutti
i segmenti corporei e le articolazioni annesse. Quindi movimenti articolari
per il capo, per le spalle, per il busto, per il bacino, per le gambe e
per le caviglia. Vi ho menzionato in ordine di esecuzione quelli che
potrebbero essere gli esercizi iniziali prima di procedere con il
riscaldamento vero e proprio. Lo scopo degli esercizi di mobilità
articolare non è altro che quello di preparare la muscolatura e le
articolazioni all’allenamento successivo in maniera graduale e soft.
- Riscaldamento : in base alla seduta di corsa
che ci attende nella parte centrale dell’allenamento è preferibile
adattare il riscaldamento. Se devo correre una corsa lenta o lungo lento
si potrebbe anche evitare di eseguire un vero riscaldamento, al massimo
vanno bene esercizi di mobilità articolari. Se invece devo correre delle
ripetute in pianura (o salita) o delle variazioni di ritmo, è preferibile
effettuare una corsa lenta da 15
a 20’
circa terminando con 5/10 allunghi di 100mt corsi in scioltezza e
decontrazione muscolare, per preparare meglio l’organismo allo sforzo
successivo, in quanto il riscaldamento serve a ossigenare i muscolari
predisposti al movimento.
- Allenamento specifico : in questa voce sono da
considerare gli allenamenti specifici della seduta, cioè l’obiettivo che
si vuole raggiungere svolgendo quell’allenamento di corsa. Quindi se voglio
migliorare la resistenza aerobica si potrà correre a ritmo lento/medio, se
voglio migliorare la potenza aerobica dovrò inserire delle ripetute o dei
lavori intervallati. In pratica nella fase specifica vanno inseriti i
mezzi di allenamento specifici per la corsa. Purtroppo per molti podisti
non avendo dei punti di riferimento su come e cosa migliorare , la parte
centrale della seduta (quella specifica) diventa un continuo della prima
fase del riscaldamento, con la conseguenza di non raggiungere gli obiettivi
prefissati o voluti teoricamente. Quindi è importante capire che la parte
centrale della seduta deve essere differente dalla parte iniziale e finale
della seduta di allenamento per trasmettere all’organismo lo stimolo
allenante efficace.
- Defaticamento: mentre il riscaldamento
attiva l’organismo a prepararsi allo sforzo successivo, quindi a
ossigenare la muscolatura, il defaticamento serve per ristabilire la
“calma iniziale”, sia dal punto di vista fisico e sia da quello mentale.
Quindi la corsa deve essere lenta , in scioltezza, spensierata senza
nessun obiettivo in particolare se non quello di ripensare all’allenamento
appena svolto. La frequenza cardiaca ritorna ai valori normali e il respiro
diventa gestibile e regolare, l’impegno è ridimensionato.
- Stretching: la parte conclusiva della
seduta di allenamento è molto individuale, certamente la cosa ideale
sarebbe concludere sempre con esercizi posturali, di esercizi di
compensazione , di stretching e perché no di esercizi addominali.
Purtroppo la maggior parte dei podisti esegue lo stretching nella fase
iniziale dove è deleterio e non consigliato, e non lo esegue alla fine
dell’allenamento, quando è necessario ridare elasticità ai muscoli messi
in tensione durante la corsa, a recuperare prima le fatiche fisiche degli
allenamenti. Inoltre, è tener presente che non è consigliato eseguire lo
stretching quando abbiamo svolto un allenamento o gara molto impegnativa,
medio a ritmo gara da 18km e oltre, dopo lunghissimo , o dopo la maratona.
Tutto ciò in quanto la muscolatura è già in tensione e affaticata per via
dell’allenamento o gara che sia, quindi necessita di rigenerarsi.
Quindi fatta questa doverosa premessa sulla gestione della
routine allenamento, vediamo di rendere le nostre sedute di corsa sempre più
motivanti, divertenti e allenanti con la seduta di “Variazioni
di ritmo” .
Variazioni di ritmo: questo genere di allenamento
rientra nelle sedute di corsa continua, ma variata, l’obiettivo della seduta è
quello di imparare a cambiare ritmo in gara, a sfruttare entrambi i meccanismi
energetici aerobici e anaerobici, a non intorpidire le gambe nel momento in cui
si corre un lungo lento e una corsa lenta. L’intensità dell’allenamento può
variare dal ritmo lento al ritmo veloce, se prendiamo in riferimento la soglia
anaerobica, dal 80 al 100% della soglia anaerobica, se consideriamo invece la
frequenza cardiaca ci possono essere variazioni di 20/40bpm per incremento e
decremento. In pratica nella stessa seduta si cerca di variare il ritmo
stabilito in precedenza , tratti più veloci a tratti più lenti, oppure si può correre
a sensazione e in base alla tipologia del percorso che incontriamo, e in questo
caso si parla di “Fartlek” (Gioco di velocità). Le variazioni possono essere
codificate, quindi programmate a priori e avere uno schema ben preciso
dall’inizio alla fine, o non codificate in precedenza. Possiamo avere diverse
tipologie di variazioni :

Come si può notare dalla tabella riepilogativa che le
possibilità sono tante, possiamo divertirci come vogliamo, si possono fare variazioni
a un ritmo prossimo a quello di Maratona, o a un ritmo più veloce, possiamo
farle brevi o lunghe, medie o miste, oppure modificare il nostro lungo classico
con delle variazioni di ritmo per abituare l’organismo a cambiare ritmo e per
rendere più stimolante e allenante il nostro Lungo Classico. E’ da tener
presente che per quanto concerne la quantità e intensità delle variazioni
dipende anche dalla gara che stiamo preparando , se stiamo preparando le gare
brevi si prediligeranno variazioni brevi a un ritmo più veloce, se stiamo
preparando mezze maratone programmeremo variazioni medie a ritmo medio, se
stiamo preparando una Maratona utilizzeremo prevalentemente variazioni lunghe e
medie. Vediamo di seguito alcuni esempi di seduta di allenamento con Variazioni
di ritmo:

Come si può prendere atto dalla tabella su menzionata nella
prima riga abbiamo variazioni di ritmo per preparare gare sui 10km ove si
programmano 10km di variazioni ( o giù di lì) e si alternano tratti di corsa
lenta a tratti di corsa veloce a un ritmo più lento di 5/15” o allo stesso
ritmo del ritmo gara sui 10km. Nella seconda riga abbiamo variazioni di ritmo
per preparare le gare sui 21km da 14
a 18km di variazioni , alternando corsa lenta alla corsa
a ritmo gara sulla mezza maratona. Infine abbiamo sedute di variazioni per
preparare una Maratona per un totale di 15/30km (ma anche più per amatori
allenati e con obiettivi agonistici ambiziosi) variando km a ritmo lento a km a
ritmo maratona da 4 a
8km. In questa tipologie di allenamento variato la cosa importante è riuscire a
gestire bene ogni variazione di ritmo, soprattutto nelle prime variazioni.
Infatti la difficoltà maggiore che si può avvertire inizialmente è quella di
non riuscire a essere così sensibili nel cambio di ritmo , e si rischia il più
delle volte o di esagerare, oppure di non riuscire realmente a dare quel cambio
di “marcia” indispensabile per rendere l’allenamento efficace, e al tempo
stesso non troppo esagerato. Quindi il consiglio inizialmente è provare
variazioni di ritmo limitate nel chilometraggio e nell’intensità, quindi dare
variazioni di 5/10” più veloci o più lenti. In una progressione e gradualità
dello stimolo allenante utilizzando le variazioni di ritmo consiglierei di
rispettare queste semplici regole:
- All’inizio
della preparazione inserire variazioni da 1km per 1km in modo tale che
siano più gestibili
- Man
mano che si avvicina la gara aumentare il chilometraggio generale della
seduta specifica
- Aumentare
la distanza delle singole variazioni , quindi passare a variazioni medie,
più che brevi
- Aumentare
il ritmo di corsa delle variazioni in base ai ritmi mantenuti nelle prime
settimane
- Inserire
variazioni, sia come intensità e sia come chilometraggio, idonei alla gara
che stiamo preparando, esempio, se stiamo preparando la Maratona
aumentiamo la distanza delle variazioni a ritmo maratona.
- Variamo
le variazioni di volta in volta, esempio un podista con una soglia di 4’00
al km (ritmo medio gare sui 10km) , dobbiamo programmare allenamento di
variazioni di 9km, possiamo suddividerle come segue 2km 4’30 + 1km 4’05 +
2km 4’30 + 1km 4’00 + 2km 4’30 + 1km 3’55.
Questi sono solo alcune delle indicazioni che vi potranno
essere utili nella gestione e programmazione delle sedute di corsa con
variazioni di ritmo, il resto sta alla vostra fantasia e creatività impostare
allenamenti variati, allenanti, divertenti, motivanti e alla portata di ogni
categoria di podista. In questo modo, dovete tener presente che anche una corsa
lenta può essere gestite con variazioni di ritmo ottenendo alla fine uno
stimolo veramente efficace dal punto di vista fisico e mentale. Provare per credere!
Buona corsa a tutti!