Racchette

 

 

 

 

Wilson T2000 Questa racchetta, che fu resa celeberrima da Jimmi Connors e dalle sue vittorie  non venne utilizzata da molti altri giocatori dell'epoca. Era fatta di metallo in lega leggera, con un "ovale" quasi  rotondo e ridottissimo. Le corde non entravano nel telaio come nelle normali racchette, ma erano sospese a delle asole nella parte interna del telaio stesso.

Questo particolare sistema che faceva impazzire anche i più esperti incordatori, conferiva al piatto corde una elasticità e un "effetto fionda" fuori dal comune. Flessuosissima e molto leggera, permetteva colpi piatti di grande potenza, ma non era certamente una racchetta per tutti, con un ovale così ridotto occorreva avere un "timing" eccezionale per riuscire a colpire bene la palla. Uscita di produzione, Connors pur di continuare ad utilizzarla ne fece cercare rimanenze di telai nei magazzini di mezzo pianeta. Se ne separò soltanto  quando le scorte si  esaurirono. 

Dunlop Maxply Fort
Fu la racchetta più longeva della storia del tennis, rimase in produzione dal dopoguerra fino a tutti gli anni 70 e sconfinò addirittura negli anni 80 con la vittoria di McEnroe a Wimbledon 81.     Fu utilizzata da tantissimi campioni primi fra tutti McEnroe e Laver, ma anche Dibbs, Nastase, Okker, Taroczi, Roche, Hoad, Emerson e Drobny.

 

Non era certo una racchetta facile, aveva un baricentro spostato verso la testa con un'ottima propensione alla spinta. Giocando con quest'attrezzo non molto maneggevole e leggero, non ci si poteva certo allontanare  molto dai canoni del tennis classico ed era di rigore l'incordatura di budello naturale. Il suo prezzo del 1980 era di circa 40.000 lire

 

 

 

Bancroft Professional Gran bell'attrezzo, una racchetta di rara bellezza e di grande versatilità. Paolo Bertolucci ne fece per anni la sua arma, anche Bjorn Borg negli stati uniti utilizzava una modello assai simile a questo che ovviamente portava il suo nome. Bancroft era un'azienda di primo piano per la produzione di attrezzi da tennis, con l'avvento dei materiali sintetici non seppe reggere il passo delle grandi case americane.

 

 

Head Vilas Era una racchetta di legno a cuore aperto. Non dico che fosse l'unica ma i modelli con questa caratteristica si contavano certamente sulle dita di una mano. Un po' per questa ragione, un po' per l' aspetto accativante e anche per il prezzo elevato, era considerata una "chicca". Ma subito dopo averla impugnata e dopo aver scambiato un po'  ogni entusiasmo era destinato a svanire. Ci si rendeva conto di avere in mano niente altro che una mazza anche se dallo stile assai raffinato.

 

Se non si aveva un braccio come Guiliermo Vilas, si poteva già cominciare a meditare sull'acquisto di una nuova racchetta. Undici strati di legno sull'ovale e nove strati sul fusto le conferivano un bilanciamento in testa e una rigidità non molto elevata. .Il suo prezzo nel 1980 si aggirava sulle 120 mila lire che ne faceva uno degli  attrezzi più costosi.

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Maxima Torneo La Maxima era una casa produttrice di racchette molto nota in Italia. Non ha quasi mai prodotto telai prettamente agonistici e mai ha sponsorizzato grandi nomi del tennis mondiale  ad eccezione di un Barazzutti sul finire di carriera. Nonostante ciò queste racchette erano diffusissime soprattutto tra i non agonosti con attrezzi che sconfinando a volte nella fascia dei giocattoli avevano un prezzo assai accessibile.

 

La "Torneo Graphitela "Torneo de luxe" erano i modelli di punta di una vasta  gamma di  racchette dalla rigidità molto bassa,dal peso contenuto e dalla buona manovrabilità. La Maxima perse completamente la sua discreta fetta di mercato  in seguito all'avvento dei materiali aerospaziali.

 

 

 

 

Rossignol F200 Carbon Questa racchetta utilizzata da Mats Wilander risultò poi diffusissima in tutti gli anni 80 sia tra i professionisti che tra gli amatori. La utilizzavano soprattutto moltissimi arrotini, ma anche altri tipi di giocatori. Non molto rigida e neanche tanto potente, era invece un attrezzo abbastanza facile e assai versatile. Aveva la caratteristica del "ponte inverso integrato" che rendendo tutte le corde della stessa lunghezza aveva lo scopo di aumentare la tolleranza sui colpi decentrati. I materiali con cui era costruita erano grafite e fibra di vetro. Il prezzo di vendita a metà degli anni '80 era di circa 175 mila lire

 

Jack Kramer Pro Staff Molto bella stilisticamente, era caratterizzata dal fusto bianco con le due losanghe marroni che la resero inconfondibile. Le sue caratteristiche erano analoghe a quelle della Dunlop Maxply Fort. Fu utilizzata da John McEnroe nella prima parte della sua carriera. Era un telaio assai poco economico, il suo prezzo era di circa 120 mila lire nei primi anni 80.

 

 

 

 

 

 

Donnay Borg Pro Questo telaio che fu reso mitico dallo svedese, aveva la caratteristica di avere un grip in cuoio molto allungato per agevolare l'impugnatura  bimane, era in effetti una racchetta costruita su misura per Bjorn Borg. Fu anche una delle prime racchette ad essere costituita oltre che di legno, anche da alcuni strati di grafite che le conferivano maggiore rigidità rispetto a tutte le altre racchette tradizionali dell'epoca. Doveva essere certamente una racchetta molto robusta, per riuscire sopportare tensioni di 40 chilogrammi con le quali era solito giocare Bjorn Borg. Tra i telai di legno era certamente tra i più costosi, il suo prezzo si aggirava intorno alle centoventimila lire nel 1980.

 

 

Wip Panatta Autograph Racchetta di un'elasticità inusuale e dal bilanciamento neutro non era certamente un attrezzo potente, ma forniva un'ottima sensibilità e permetteva di sentire ottimamente la palla nelle giocate di tocco. Non ebbe mai molti consensi, solo in Italia conobbe una certa notorietà  perché utilizzata da Adriano Panatta. Costava nel 1980 intorno alle 40.000 lire e aveva quindi il pregio di essere uno dei telai agonistici tra i meno costosi.

 

 

 

 

Dunlop Max 200 G Questa fu una delle racchette più diffuse negli anni 80 a qualsiasi livello soprattutto perché la resero mitica con le loro vittorie prima John McEnroe e poi Steffi Graf .Era un telaio massiccio, composto da grafite e nylon.

Non molto rigido, era invece abbastanza pesante e bilanciato in testa e quindi molto potente, fu insomma la degna erede della Maxply Fort. Furono diversi i giocatori  sponsorizzati da altre marche ad utilizzare una max 200 G commuffata da altra racchetta. Il suo prezzo a metà degli '80 era di circa 140 mila lire.

 

 

Adidas gtx pro Era una vera e propria mazza dal telaio massiccio e rigidissimo costituito in grafite e una buona percentuale di kevlar. Forse non ebbe una grande diffusione proprio perché era una racchetta molto impegnativa in un periodo in cui esistevano sul mercato tantissimi attrezzi assai più giocabili. Dall'ovale assai ridotto e pesante anche troppo, fu una delle racchette dotate di maggior potenza che si possano ricordare. Ivan Lendl le restò fedele anche nel periodo in cui tutti cominciarono ad utilizzare ovali sovradimensionati. Molto spesso era una Adidas gtx commuffata anche la Mizuno che il ceko utilizzò negli ultimi anni della sua carriera. Costava circa centottanta mila lire a metà degli anni 80.

 

 

 

 

Prince Graphite Questo celebre telaio diffusissimo oramai da tanti anni, venne fabbricato dalla Prince a partire dal 1980. Gli appassionati di tennis italiani la conobbero in occasione della semifinale di Davis 1980 Italia-Australia, quando Paul McNamee la utilizzò contro Adriano Panatta. Tra l'ilarità generale  venne definita in mille modi dispregiativi : un padellone per friggere il pesce, un bilancino per pescare, e ancora una racchetta per i brocchi che non riescono colpire la palla al centro dell'ovale.

Sarebbe invece divenuta una delle racchette più longeve e diffuse di sempre. Dotata di un telaio assai rigido interamente in grafite, e' sicuramente anche oggi uno degli attrezzi più versatili in circolazione. Dopo alcuni tentennamenti iniziali tutti tipi di giocatori cominciarono ad utilizzarla, arrotini, picchiatori, attaccanti, giocatori di tocco e tutti si dovettero ricredere sui pregi di quel "padellone". La sua diffusione tra gli amatori venne inizialmente frenata dal costo quasi proibitivo per allora, nel 1980 costava circa mezzo milione di lire. Fu ribattezzata in seguito "Graphite 1" per distinguerla da un nuovo modello semiprofile ad essa assai simile.

 

 

Wilson Pro Staff Original E' conosciuta come l'arma di Pete Sampras, ma tantissimi prima di lui l'hanno utilizzata. Questa racchetta oggi conosciutissima  fece la sua apparizione nel circuito nel 1984 portata inizialmente alla notorietà da Chris Evert

 

Composta da grafite e kevlar e quindi assai rigida, e' anche dotata di grande controllo, ma non è certo una racchetta molto giocabile se confrontata con quasi tutti i telai odierni. E' inoltre una delle poche racchette formato mid-size ancora presenti sul mercato.

 

 

 

 

 

Snawert Ergonom Una vera e propria stranezza dei primi anni ottanta che merita di
essere ricordata. La"racchetta  ergonomica" doveva essere impugnata con l'ovale orientato verso l'alto come in figura. La caratteristica dell'ovale orientato doveva favorire la posizione corretta nel colpire la palla, poiché l'impatto avveniva sulla parte lunga dell'incordatura e non sulla corta.

Sempre secondo la Snawert  il giocatore non era più costretto a piegare tantissimo le gambe e a "spaccarsi" il polso per tenere alta la testa della racchetta al fine di colpire correttamente. Ma non ebbe un grande seguito, nel giro di un paio d'anni finì nel dimenticatoio. Il suo prezzo si aggirava intorno alle 250.000 lire.

La doppia incordatura (incordatura spaghetti)

A metà degli anni settanta venne ideato un nuovo sistema di incordatura. Si trattava in pratica di due incordature sullo stesso telaio unite insieme da una moltitudine di nodi sul piatto corde. Tutto ciò permetteva di conferire ai propri colpi rotazioni talmente accentuate da renderli pressoché ingiocabili. Così  finché venne utilizzata da giocatori di secondo ordine nessuno se ne preoccupò, ma quando finì in mano a Ilje Nastase   scoppiò il finimondo.

Nel torneo di Aix en Provence nel 1977 ,Guiliermo Vilas decise di ritirarsi contro il rumeno perché esasperato da quelle palle che rimbalzavano come su di un campo di patate. Con quella partita ebbe fine una serie di 47 vittorie consecutive di Vilas che costituisce un record ancora oggi. L'incordatura spaghetti di lì a poco venne proibita, e con essa qualsiasi tipo di sporgenza o rilievo posti sul piatto corde ad eccezione dei morsetti per prevenire l'usura delle stesse.