Storia del Tennis
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Il tennis
(italianizzato in pallacorda durante il fascismo)
è uno sport
che vede opposti due giocatori (si parla di match singolare) o quattro
(due contro due, si parla di match di doppio).
I giocatori
utilizzano una racchetta al fine di colpire una palla.
In passato le racchette avevano un telaio in legno, poi in leghe leggere
ora in materiali polimerici, con una rete rigida di corde verticali e
orizzontali, fissate al telaio.
Scopo del gioco
è colpire la palla per far sì che l'avversario, posto nell'altra metà del campo
da gioco, non possa ribatterla dopo il primo rimbalzo o battendola finisca con
il commettere fallo.
Storia


Una
tennista nel 1881
L'origine
dell'attuale tennis potrebbe derivare da giochi latini (pila trigonalis),
un altro gioco praticato nella corte bizantina e dal gioco francese jeu de paume, ossia un'evoluzione della pallacorda,
che già nel XVI secolo
esigeva l'uso della racchetta
mentre in precedenza era giocato con il palmo della mano coperto da un apposito
guanto.
Evoluzione del regolamento
L'inglese Walter Clopton Wingfield stabilì un primo regolamento nel 1874 dando al gioco il
nome di sphairistike; l'anno successivo si
diffondeva negli Stati Uniti per opera di Mary Outerbridge;
la regolamentazione definitiva è del 1888 quando si
costituì l'associazione tennistica inglese. In Italia il tennis fu introdotto
assieme al football nel 1880 in
Liguria. Nel 1894 fu
fondata la
Federazione Italiana, ma rimase sempre uno sport d'elite
almeno fino al dopoguerra.
Fondamentale per
lo sviluppo del gioco fu la decisione del 1883 di dimezzare
l'altezza della rete. Nel 1895
si svolse il primo campionato italiano per tennisti. Nel 1896 il tennis fu inserito
nel programma dei primi Giochi Olimpici moderni e vi restò sino al 1924 quando fu eliminato quindi riammesso nel 1988. Nel 1900 fu contesa la prima Coppa Davis ossia il trofeo che spetta
annualmente alla squadra nazionale campione mondiale: la nazionale italiana
vinse questo trofeo nel 1976;
per le nazionali delle tenniste annualmente si disputa la Fed Cup che è stata vinta dalla nazionale italiana
nel 2006.
Nel 1926 iniziò l'era dei
tornei professionistici e nel 1968
la federazione internazionale accettò il professionismo per tutti i tornei. Nel
1971 si adottò il gioco
decisivo sul punteggio di 8-8 che nel 1979 si ridusse a 6-6. Nel
1973 si ricorse all'uso
dell'elaboratore elettronico per aggiornare quotidianamente le classifiche dei
tennisti professionisti: sino allora le classifiche erano compilate da esperti
per essere pubblicate su giornali e riviste specializzate. Il primo campo da
tennis in Italia fu quello di Bordighera (Liguria).
Nel 1986 iniziarono periodici
controlli antidoping
di giocatori professionisti e arbitri. Il materiale dei telai delle racchette è
passato dal legno al metallo per arrivare all'attuale materiale sintetico e le
corde intrecciate che un tempo erano in budello animale sono poi
state sostituite dal nylon o
da altri materiali sintetici.


Tennis
all'Olimpiade nel 1896
Da considerare
che le professioniste di quest'attività atletica grazie alla loro enorme
popolarità sono diventate, negli ultimi decenni del secolo scorso, le prime
atlete ad accumulare introiti paragonabili a quelli dei colleghi e attualmente
alcune giovani campionesse avvenenti sono ritratte su copertine di riviste come
le loro coetanee modelle famose.
In base a
statistiche solo indicative, poiché attualmente è impossibile essere
scientificamente precisi, proprio per l'eccezionale successo popolare di
tennisti e tenniste, molti esperti ritengono che il tennis sia lo sport più
seguito in generale dal pubblico televisivo mondiale.
James Van Alen nel 1954 fondò la International Tennis Hall of Fame
che attualmente è il più grande museo di tennis nel mondo e ha sede in Newport
negli Stati Uniti; in questo museo sono custodite
racchette, maglie, cappelli, foto di molti campioni e personalità illustri del
tennis che vengono ammessi in qualità di membri: Nicola Pietrangeli è
diventato membro nel 1986 seguìto nel 2006 da Gianni Clerici, scrittore, giornalista e commentatore
televisivo per Sky Italia.
In Italia un aumento
della popolarità del tennis si verificò negli anni settanta-anni
ottanta
grazie ai successi conseguiti da Adriano Panatta, Corrado Barazzutti, Paolo Bertolucci e Tonino Zugarelli che, nonostante la perplessità del
governo e dei principali mass media italiani
sull'opportunità che l'Italia disputasse la finale di Coppa Davis
nel Cile
governato dal generale fascista Augusto Pinochet, conquistarono (1976) la prima Coppa Davis
per l'Italia (impresa mai raggiunta, neppure negli anni sessanta
da Nicola Pietrangeli, Orlando Sirola, Beppe Merlo e Fausto Gardini, sconfitti nella finale di Melbourne
dall'Australia):
la Rai trasmise solo
una breve sintesi della partita decisiva, commentata da Roma dal telecronista Guido Oddo.
La diffusione della pratica del tennis ebbe impulso anche grazie al successo di
Adriano Panatta in tornei internazionali di grande
importanza come gli Internazionali d'Italia che si svolgono a Roma
e il Roland Garros
di Parigi
e alla popolarità di campioni come Jimmy Connors, Bjorn Borg, John McEnroe, Ivan Lendl, Mats Wilander, Stefan Edberg, Boris Becker, Chris Evert, Martina Navratilova, Steffi Graf, Monica Seles.
Il declino della
sua popolarità in Italia (già considerato, ai suoi albori, d'élite) è indissolubilmente legato anche alla sua
cancellazione di fatto dai canali della tv generalista
e risale a circa la metà degli anni '90, quando
entrarono in scena le cosiddette pay tv.
Oggi il tennis
sembra in netta ripresa per quanto riguarda la popolarità in Italia, grazie
anche al grande dualismo tra Roger Federer (Svizzera)
n.1 del mondo e considerato uno dei più grandi
tennisti di tutti i tempi e Rafael Nadal (Spagna) n.2 del mondo e vincitore delle ultime quattro edizioni del Roland Garros.
Evoluzione della racchetta


Racchetta
da tennis
Questo sport ha subìto comunque una completa rivoluzione con l'utilizzo
delle racchette di grafite, inizialmente furono adottate quelle in leghe di
metallo, ma davano molte vibrazioni dopo ogni colpo. Rispetto alle racchette di
legno, che furono utilizzate fino agli anni ottanta,
le nuove, per via della loro straordinaria leggerezza e del piatto corde molto
più uniforme, sono risultate essere un discreto vantaggio per i tennisti meno
dotati tecnicamente perché le nuove racchette perdonano più facilmente
anche impatti con la palla non perfetti e soprattutto quelli dotati di più
potenza a causa della leggerezza.
Si è quindi
passati da uno sport che aveva sempre visto prevalere giocatori di grande tecnica ma non di grande agonismo, con eccezioni di rilievo
come Bjorn Borg, a un altro in cui il servizio diventava un
colpo decisivo e in cui il gioco di rete veniva penalizzato a causa della
facilità e dell'estrema potenza espressa nei colpi di rimbalzo da fondo.
Dalla fine degli
anni ottanta il fattore fisico iniziò a contare pesantemente e per questo tra i
giocatori più vincenti degli ultimi vent'anni troviamo moltissimi difensori o
attaccanti da fondo campo come Ivan Lendl, Mats Wilander, Jim Courier, Andre Agassi con le notevoli eccezioni rappresentate
da quei campioni capaci di sommare una straordinaria tecnica a un'altrettanto
straordinaria potenza come Pete Sampras
e l'attuale Roger Federer.
Si ritiene infatti
che, allo stato attuale, un giocatore dalla tecnica elevatissima come John McEnroe avrebbe molta difficoltà a entrare nei
primi dieci giocatori del mondo.[citazione necessaria
]
Regolamento


Classica
pallina da tennis
Si pratica con una
racchetta e una palla su campi, divisi in due da una rete, che possono essere
in cemento, terra battuta, erba o materiale sintetico; sono sempre più numerosi
i campi al coperto che consentono l'attività anche nel periodo invernale.
Lo scopo del gioco
è di mandare la palla nel campo rivale, in zone delimitate da righe in base al
tipo d'incontro ossia singolo o doppio, per far punto facendo toccare una volta
a terra la palla nel campo avverso in modo che l'antagonista non possa
rispondere e il punto si assegna anche quando l'avversario non riesce a far
passare la palla sopra la rete; la palla può essere colpita esclusivamente con
la racchetta: al volo, con esclusione della risposta alla battuta o dopo un
solo rimbalzo.
Gli
incontri hanno dei punteggi che si suddividono in partite, in lingua inglese set;
in base ai tipi di torneo gli incontri sono al meglio delle 3 o 5 partite; una
partita è costituita da 6 o più giochi, in lingua inglese game, nonché se i
giocatori sono sul punteggio di 6-6, quando il regolamento del torneo lo
prevede, si disputa un gioco decisivo, in lingua inglese tie-break, per conseguire la vittoria sul 7-6, a eccezione della quinta
partita in alcuni importanti tornei.
Il punteggio di un
gioco assegna punti nella successione di 15 - 30 - 40 -
vittoria e se i giocatori sono sul punteggio di 40 - 40 consegue la
vittoria chi vince 2 vantaggi consecutivi. Nel tie-break
vengono assegnati punti nella normale successione
numerica (1, 2, 3, 4, ...): si aggiudica il gioco decisivo chi per primo
realizza 7 punti.
Per vincere un
gioco così come per vincere una partita un giocatore deve superare l'avversario
sempre di almeno 2 punti; quindi il risultato di una partita può essere: 7-6,
7-5, 6-4, 6-3, 6-2, 6-1 o 6-0.
L'origine del
punteggio 15 - 30 - 40 non è certa ma si pensa abbia
radici medievali e francesi. Una possibile spiegazione è basata sulla presenza
di un orologio sul campo. Un movimento di un quarto della lancetta (una per
giocatore) veniva fatto dopo ogni punto e il risultato
passava da 15 a
30 a 45
(col tempo abbreviato in 40). Quando si arrivava a 60 il ciclo era completo e
così il gioco. Rino
Tommasi, giornalista e telecronista di tennis,
invece asseriva che ciò fosse dovuto al suono delle
parole 15 30 40 che, nel vecchio francese, suonavano come un ritornello.


Schema metrico di un campo da tennis
Il rettangolo di gioco ha le seguenti dimensioni: 23,78 m x 10,97 m, compresi i
corridoi laterali che sono larghi 1,37 m e sono validi solo nelle partite di
doppio. La rete divisoria ha un'altezza di 0,914 m al centro e 1,07 m ai pali di sostegno.
Da ciascun lato della rete le linee a essa parallele
sono distanti 6,40 m;
subito dopo 5,49m sono tracciate le linee di battuta. Ai lati e al fondo del
campo di gioco vi dev'essere spazio sufficiente per i
movimenti del giocatore: rispettivamente di 3,65 m e 6,40 m per le gare
internazionali e 3.05 m
e 5,50 per le gare nazionali.
Le cifre decimali che esprimono le misure del campo riflettono il fatto
che il regolamento del gioco è stato fissato nei paesi anglosassoni, dove è in
uso il piede
come unità di misura della lughezza. Tali dimensioni,
espresse in piedi (simbolo ft), sono infatti 78 ft x 36 ft, compresi i corridoi
laterali, che sono larghi 4,5
ft e sono usati solo nelle partite di doppio. La rete
divisoria ha un'altezza di 3 ft
al centro e 3,5 ft
ai pali di sostegno. Da ciascun lato della rete e parallele a essa, a 21
ft di distanza, sono tracciate le linee di battuta.
La palla è in gomma rivestita da uno strato di feltro,
ha il diametro di circa 6 cm
e il peso di circa 58 g;
negl'incontri dei circuiti professionali si usano sempre palle nuove che vengono cambiate, in base al regolamento del torneo, dopo 7
giochi dall'inizio dell'incontro e poi ogni 9 giochi disputati ovvero 9/11 o
11/13. La battuta è affidata alternativamente ai giocatori gioco per gioco.
L'incontro è diretto da un arbitro ossia giudice di sedia coadiuvato da giudici
di linea e un giudice di rete.
Un gioco o game,
in inglese, è parte essenziale di una partita a tennis. Un game si conclude quando un giocatore, che è a 40 punti, realizzando
un altro punto vince il gioco-game.
Nel caso in cui i giocatori siano a 40 pari, il game passa ai vantaggi e per
vincere un giocatore deve realizzare 2 punti di seguito partendo sempre da una
situazione di parità. Nel doppio questa regola è stata
sostituita dal killer point, che è il punto
vincente dopo il punteggio di 40 pari: chi realizza il primo punto, dopo la
situazione di pareggio, vince il gioco-game.
Nel gioco del tennis è
paradossalmente possibile che chi segna più punti possa perdere l'incontro. Ciò
accade in virtù del fatto che il singolo gioco si assegna con il punteggio
sopra citato.
Per esempio: se i due giocatori
terminano la partita o set con il punteggio di 7-5, concludendo ogni gioco ai
vantaggi, il giocatore che vince la partita o set ha segnato 4 punti in più
dell'avversario per ogni set che vince in tale maniera.
Supponendo che l'avversario vinca il
secondo set per 6-0 (tutti i giochi ai vantaggi) avrà realizzato in quel set 12
punti in più.
Pertanto il vincitore avrà vinto i
due set facendo in tutto 8 punti in più dell'avversario, mentre quest'ultimo
nell'unico set vinto ha fatto 12 punti in più.
Anche in uno stesso set il giocatore
che perde può aver fatto più punti dell'avversario; ad esempio perdendo il set
7-5, se vince 5 game lasciando a 0
l'avversario (20 punti) e perde i 7 game ai vantaggi
(-14 punti), fa addirittura 6 punti più dell'avversario.
In termini "pugilistici" ai
punti avrebbe vinto il giocatore che ha fatto meno set, cosa che ovviamente nel
tennis non conta.
Lo stesso si può dire per quanto
riguarda i giochi vinti in totale e l'esempio precedente (7-5, 0-6, 7-5) ne è
riprova.
In definitiva il vincitore è colui
che avrà totalizzato almeno 2 set negl'incontri al
meglio dei 3 set e almeno 3 set in quelli al meglio dei 5: previsti solo
negl'incontri maschili di Coppa
Davis e dei tornei del Grande
Slam e nelle finali maschili di alcuni dei maggiori tornei
internazionali.
Errore molto
comune tra i non addetti ai lavori è quello di confondere i termini "Let" e "Net".
Chi inizia il
gioco e serve deve infatti far rimbalzare la palla in
un determinato rettangolo del campo da gioco avversario e ha due possibilità
prima che il punto venga assegnato al suo avversario. Esiste a questo
un'eccezione: se la palla rimbalza nel rettangolo giusto ma
tocca il nastro bianco che delimita la superficie della rete, il servizio può
essere ripetuto senza intaccare le due possibilità appena dette.
In molti lo
definiscono erroneamente "Net": dall'inglese rete anche se in realtà
la palla tocca il nastro e non la rete stessa. Il termine corretto è invece
"Let" sempre dall'inglese
ma dall'espressione "Let's play again" cioè "rigiochiamola".
Si pratica anche
una variante del tennis a livello amatoriale. Descrizione del gioco-a
rotazione dopo ogni game: il giocatore singolo (a sorte per il primo gioco)
è quello che effettua il servizio e gioca sul campo del singolo; gli altri due
giocatori (quello di destra e quello di sinistra) giocano sul
campo del doppio. Se il gioco, con le normali regole, viene
vinto dal giocatore singolo questo prende 2 punti, se dai giocatori in coppia
questi prendono un punto ciascuno. Al termine del primo gioco, il giocatore di destra
raggiunge il giocatore singolo e giocheranno in coppia (il giocatore singolo a destra).
Si stabilisce come punteggio di arrivo 5 o 7.
I colpi
fondamentali
Nelle scuole di
tennis, i maestri iniziano sempre con l'insegnare 4 colpi:
·
il dritto o diritto
·
il rovescio
·
la battuta o
servizio
·
il colpo a volo o
volèe


Paradorn Srichaphan prepara
il diritto
Per diritto si intende il colpo piazzato
quando la palla viene colpita alla destra del giocatore (o alla sinistra
nel caso di tennisti mancini)
dopo il rimbalzo. Questo colpo può sembrare il più facile (e comunque è il
colpo più forte nella maggioranza dei giocatori) ma
può non essere così quando la palla, colpita dall'avversario, è carica di
effetto e dopo il rimbalzo non è facile da controllare. Questo accade
soprattutto nei campi in erba, in cui il rimbalzo è spesso irregolare, in
quanto il diritto è un colpo che richiede un movimento più lungo del rovescio e
pertanto può accadere che, nel rispondere a palle molto tagliate (ovvero
colpite non di piatto), il movimento si concluda con un impatto della palla non
esattamente nel centro del piatto-corde ma più verso i
bordi facendo sì che la palla non venga mandata nel punto voluto ma finisca per
essere lunga.
Originariamente si conoscevano due tipologie diverse di diritto (il lungolinea o l'incrociato). Oggi grazie ai
progressi tecnologici nelle racchette e nel loro equilibrio, ma soprattutto ai
progressi fisici degli atleti è sempre più frequente il colpo di diritto aperto
con traiettoria ad uscire, detto diritto anomalo quando si cerca il lungo/linea
dalla parte del rovescio aggirando la palla, e inoltre il " diritto
stretto" quando si cerca la traiettoria ad uscire mandando la palla
nell'area di servizio.
Il colpo dritto ha
una meccanica piuttosto precisa. In linea generale, senza badare a
sottigliezze, per i destrimani si opera il colpo nel
seguente modo: si apre il braccio portando il piatto della racchetta
all'indietro, successivamente si porta il peso del corpo dalla gamba destra,
più arretrata, alla gamba sinistra (che deve stare circa un passo avanti alla
destra). La palla viene colpita approssimativamente
lungo la linea delle spalle ruotando il busto, operando un colpo secco e con il
piatto parallelo alla rete. Il colpo deve prevedere un movimento lieve verso
l'alto della racchetta con una chiusura successiva effettuata ruotando la
racchetta verso il basso.
Per i mancini il
movimento è lo stesso, solo vanno invertite le posizioni delle gambe. Il colpo
tagliato (o liftato) viene effettuato con il piatto
non parallelo alla rete, ma lievemente inclinato verso il basso. Consente un
migliore controllo della palla (specie per palle corte).


Il rovescio bìmane di Andre Agassi
Per rovescio
invece si intende il colpo piazzato quando la palla
viene colpita alla sinistra del giocatore (o alla destra in caso di tennisti
mancini). Esso può essere effettuato impugnando la racchetta con una mano o con
due mani (con la mano debole che contribuisce al movimento e a dare maggior
forza alla palla). Il rovescio ad una mano è considerato stilisticamente più
corretto, mentre quello a due mani, sebbene ritenuto appunto inelegante e
scorretto, è ormai molto più diffuso e venne
introdotto nel tennis da Bjorn Borg e Jimmy Connors, che a sua
volta lo trasmise alla generazione dei giovani tennisti americani come Andrè
Agassi e Jim Courier, e da lì fino
alla generazione attuale.
La versione ad una
mano presenta un netto vantaggio nel colpo di volo. Tutti i giocatori bìmani hanno infatti grosse
difficoltà quando dovendo impattare la palla di volo col rovescio sono
costretti a lasciare la mano di sostegno (in quanto essa impedisce di tagliare
la palla con gli effetti necessari per rendere il colpo efficace), ed infatti
non si conoscono giocatori bimani particolarmente abili nel gioco di volo
(tutti i migliori interpreti di questa specialità, da John McEnroe, Stefan Edberg e Boris
Becker a Roger Federer passando
ovviamente per Pete Sampras giocavano e
giocano ad una mano).
Al contrario, il
rovescio a due mani è particolarmente efficace nel gioco di rimbalzo, in quanto
è un movimento più corto dell'altro, e permette grandi accelerazioni e angoli
molto acuti anche nella risposta al servizio o nei passanti (gran parte dei
giocatori specialisti da fondo campo, da Borg a Connors a Mats Wilander - con
l'unica notevole eccezione rappresentata da Ivan
Lendl - passando per Agassi,
Courier fino agli odierni Marat
Safin, Rafael
Nadal, Andy Roddick, David
Nalbandian e Andrew Murray giocano il
colpo bimane).
Il colpo di
rovescio ha una meccanica per certi versi simile al dritto.
La caratteristica
di base del colpo rovescio è la lieve rotazione all'indietro della mano
sull'impugnatura della racchetta. Quando arriva la palla, generalmente si ruota
tutto il busto all'indietro, per portare il piatto il più possibile
all'indietro. Il colpo viene operato ruotando il busto
in avanti e con la linea delle spalle perpendicolare rispetto alla linea di
rete, con un colpo secco e deciso. Il piatto è generalmente tenuto parallelo
alla rete. Più il colpo è blando o più si
"accompagna" la palla, più il tiro effettuato sarà scadente. Il peso
del corpo, al momento dell'esecuzione, va portato dalla gamba sinistra più
arretrata alla gamba destra che è circa un passo avanti. Per i mancini il colpo
è identico, ovviamente a posizioni invertite.
Si può effettuare
anche un rovescio tagliato (in gergo slice o,
impropriamente, rovescio in back) specie per palle corte o cariche di
effetto. Il miglior interprete attuale di questa specialità di rovescio è
probabilmente il britannico Andrew Murray.


La battuta o servizio di Tommy Haas
La battuta dev'essere effettuata dal giocatore fermo oltre la linea di
fondo del campo di gioco e se un giocatore tocca questa linea con un piede
commette fallo di piede perdendo 1 punto o 1 vantaggio; il giocatore dispone di
2 battute consecutive. La battuta si esegue di solito lanciando con mano la
palla verso l'alto ma si deve tirare con racchetta
verso l'altra parte del campo: per esempio, se si batte dalla destra si tira la
palla verso la sinistra e viceversa. Per regolamento la palla si può lanciare con mano in qualsiasi direzione quindi diverse volte i
giocatori lanciano lateralmente la palla per effettuare una smorzata sorprendendo
l'avversario. Se la palla tocca il nastro prima di
atterrare entro le linee di battuta del campo avversario, il giudice di rete
alza un braccio e l'arbitro dichiara il Let
annullando la battuta per farla ripetere.
Una buona battuta
è un requisito fondamentale per chi voglia avere la
meglio sull'avversario. Spesso la debolezza di un giocatore inizia proprio con
una battuta poco efficace.
La meccanica della
battuta, in linea generale, prevede il seguente movimento: la pallina viene alzata sopra il corpo, con un piede (il sinistro per i
destrimani, il destro per i mancini) avanti di un
piccolo passo rispetto al destro.
La palla può
essere alzata in varie posizioni: generalmente viene
portata sulla verticale della spalla destra o dell'occhio destro (per i mancini
spalla oppure occhio sinistro), più raramente in altre posizioni.
Una volta alzata
la palla, contemporaneamente alzare la racchetta sopra la spalla
dell'impugnatura e portare il braccio all'indietro, flettendo il gomito. Quando
la palla arriva all'altezza di tiro, stendere verso l'alto il braccio con un
movimento rapido (e secco), facendo attenzione a che il piatto della racchetta
sia parallelo alla rete al punto di impatto con la palla. Eventualmente
il piatto può essere anche lievemente inclinato verso il basso, mai verso
l'alto. Le spalle vanno tenute perpendicolari alla rete (o, per meglio dire,
perpendicolari alla direzione da imprimere alla palla).
Importante il
movimento delle gambe: vanno leggermente flesse, e il peso del corpo portato
dal piede più arretrato a quello più avanzato nell'istante in cui si opera la
battuta.
Esiste anche la
battuta tagliata: a seconda del taglio si possono
aumentare il controllo sul colpo (tagli piccoli), oppure imprimere delle
velocità di spin (rotazione attorno ad un asse
immaginario) alla pallina tale da rendere imprevedibile la traiettoria al
rimbalzo nel campo avversario. La battuta tagliata è l'unico caso in cui è
consentito tenere il piatto inclinato verso l'alto.
Qualche giocatore
effettua la battuta con modalità particolari, che vengono
utilizzate solo una volta avuto il controllo del colpo: con un piccolo salto,
oppure portando il peso del corpo tutto in avanti per riuscire a scattare
assieme alla palla, portarsi sotto rete e tentare così di sorprendere
l'avversario.


Tim Henman prepara un
colpo a volo
Per colpo a volo
s'intende quell'azione di gioco che anticipa il
rimbalzo della palla: si può effettuare sempre e solo nella propria zona di
campo, in linea d'aria, per non commettere fallo d'invasione con la racchetta. La volée
può essere effettuata sia di dritto che di rovescio, facendo attenzione alla
posizione della racchetta e delle gambe: in entrambi i casi si gioca da sotto
rete, con la racchetta alta ed il piatto corde dritto;
nella volèe di dritto il colpo va accompagnato al movimento del piede opposto
con un passo in avanti (il piede destro per chi gioca di mancina, il sinistro
per chi gioca di destra) mentre nella volèe di rovescio la situazione è opposta
(piede sinistro per chi gioca di mancina e destro per i destri). Entrambi i
colpi di volèe, così come lo smash, sono anche detti colpi di chiusura, poiché
dovrebbero mettere contro tempo l'avversario, impedendogli di proseguire nello
scambio.
Colpi
particolari
Un buon giocatore
ha in repertorio certi colpi che possono essere così definiti:
·
colpo a semivolo o controbalzo (demi-volée)
·
scodellato
·
schiacciata (smash)
·
passante lungolinea
·
passante incrociato
·
pallonetto (lob)
·
smorzata o palla corta (drop-shot)
·
veronica
·
variazioni di effetto
·
serpentina in battuta
Il colpo a
semivolo si effettua appena la palla tocca il terreno ossia in controbalzo.
Lo scodellato viene effettuato poco dopo il rimbalzo, su palle piuttosto
basse, e con la racchetta verso il basso (addirittura con un piccolo salto, per
portare la racchetta quasi sulla verticale bassa rispetto alla spalla).
La schiacciata è
pure un colpo di volo e si esegue prima o dopo il rimbalzo della palla: è
simile alla battuta e imprime al colpo notevole energia.
Il passante lungolinea si effettua prima o dopo il rimbalzo della palla
calibrando il colpo con notevole precisione per spingere la palla a qualche
centimetro dalla linea o proprio sulla linea laterale dell'avversario che
quindi resta spiazzato: tutte le linee che delimitano il campo di gioco sono
parte di esso.
Il passante
incrociato si esegue prima o dopo il rimbalzo e necessita di grande sensibilità
da parte del tennista che di solito lo effettua quando
l'avversario è a rete tenendo la traiettoria della palla molto bassa in modo da
rendere il gioco a volo del rivale particolarmente complesso: . Questo colpo,
insieme al passante lungolinea, spiazza l'avversario
che una volta a rete dev'essere molto reattivo o sarà
superato in velocità dalla palla.
Il pallonetto si
gioca prima o dopo il rimbalzo e consiste nello spingere la palla in alto per
farla rimbalzare dietro l'avversario che quindi ne resta scavalcato.
La smorzata o
palla corta si gioca pure prima o dopo il rimbalzo della palla affinché il
rimbalzo, in zona avversa, sia minimo e vicino la rete per sorprendere
l'avversario.
La veronica è un
colpo spettacolare che, quando vincente, scatena sempre l'entusiasmo assordante
del pubblico: si effettua volgendo la schiena verso la rete colpendo di
rovescio e schiacciando la palla a volo.
Le variazioni di
effetto consistono nell'imprimere alla palla una rotazione in avanti (top spin), che a parità di forza accorcia la traiettoria della
palla e di conseguenza permette di colpirla con più potenza (tale
caratteristica lo rende ormai un colpo base per i giocatori di buon livello), o
una rotazione all'indietro (back spin), che a parità
di forza ne allunga la traiettoria consentendo anche di rallentare il colpo e
di ottenere un rimbalzo basso, ideale per la discesa a rete.
Nel caso della
battuta possiamo avere un effetto in top spin o in
back spin (simile all'effetto a giro che i
cestisti ottengono quando lanciano la palla nelle
azioni con molti avversari).
Tornei
Attualmente i tornei dei circuiti professionali sono prevalentemente
gestiti dalle associazioni dei giocatori professionisti ossia Association of Tennis Professionals
(ATP) e delle colleghe ossia Women's Tennis Association
(WTA) e dalla federazione internazionale di tennis, International Tennis Federation
(ITF), che gestisce direttamente la Coppa
Davis, i tornei del cosiddetto Grande
Slam e le competizioni giovanili internazionali. Le specialità sono:
·
singolo, singolare o
individuale quando si affrontano 2 atleti o atlete; questa è considerata dagli
appassionati la specialità più importante e difatti il tennis è generalmente
ritenuto uno sport individuale.
·
doppio quando si
affrontano 4 atleti o atlete divisi in coppie di 2 concorrenti dello stesso
sesso.
·
doppio misto quando si
affrontano coppie di 2 concorrenti di sesso diverso.
Per i tennisti l'importanza dei tornei corrisponde, dopo i
tornei del Grande Slam, a categorie definite così in lingua inglese:
·
ATP Masters Series Cup
·
ATP Master
Series
·
ATP International Series Gold
·
ATP International Series
·
ATP Challenger Series
·
Futures (dal montepremi
di 10.000 o 15.000 USD)
- Gestiti esclusivamente dall'ITF
·
Satellites (dal montepremi
di 25.000, 50.000 e 75.000 USD) - Gestiti esclusivamente dall'ITF
Per le tenniste le categorie, dopo i tornei del Grande
Slam, sono così definite:
·
Tornei WTA Tier I con montepremi
minimo 1.340.000 USD
·
Tornei WTA Tier II con
montepremi minimo di 600.000 USD
·
Tornei WTA Tier III con
montepremi minimo di 175.000 USD
·
Tornei WTA Tier IV con
montepremi minimo di 145.000 USD
·
Circuito femminile internazionale - Gestito direttamente
dall'ITF con montepremi da 10.000, 25.000, 50.000 e 75.000 USD
Si disputano tornei per veterani professionisti oltre i 35
anni: uomini e donne; periodicamente sono anche organizzati tornei per
professionisti che si contendono un montepremi ma non
i punti per la classifica mondiale: sono definiti tornei d'esibizione; incontri
di singolare d'esibizione si disputano anche tra alcune campionesse e alcuni
campioni.
Ovviamente per i dilettanti esistono tornei di ogni tipo:
juniores, veterani e per i disabili.
Si sta sviluppando rapidamente in Italia un circuito di
tornei per disabili (Tennis
su sedia a rotelle) facente parte del circuito internazionale International Wheelchair Tennis Federation (IWTF).
Grandi scuole
tennistiche


Anna
Chakvetadze è una delle tante campionesse
prodotte dalla grande scuola russa
Attualmente il
tennis è praticato in tutte le nazioni ed è facile trovare centri attrezzati
con ottimi allenatori per la formazione di bambini che saranno tennisti
professionisti comunque per tradizione storica e quantità di campioni espressi
certe nazioni si possono considerare patrie di grandi scuole tennistiche. Tali
nazioni sono:
·
USA:
sempre all'avanguardia nelle tecniche di allenamento e patria di numerosi
campioni e campionesse
·
Spagna:
la passione degli spagnoli ha prodotto campioni e campionesse di notevole
talento
·
Australia:
patria di atleti e atlete forti tecnicamente e fisicamente
·
Francia:
quella che era la popolazione più appassionata di pallacorda s'è appassionata
anche al tennis producendo campioni e campionesse
·
Germania:
l'ottima organizzazione teutonica ha sempre prodotto campioni e campionesse
·
Serbia:
forse la più bella sorpresa del tennis mondiale negli ultimi tempi con
giocatori di singolo e doppio e giocatrici di singolo nei primi dieci della
classifica ATP. Si sta sempre più imponendo ed affermando fra le grandi del
tennis
·
Svezia:
la forza fisica e la ferrea volontà di emergere di campioni e campionesse
svedesi sono ammirati nel mondo intero
·
Russia:
determinazione e talento accompagnano campioni e campionesse russe
·
Argentina:
passione e spirito di sacrificio contraddistinguono campioni e campionesse argentine
Classifiche
mondiali


Roger Federer, n°1 ATP ranking 2007
Attuali primi 10
giocatori e punti della classifica mondiale tecnica, singolare-maschile (14
luglio 2008)
·
1
Federer 6600
·
2
Nadal 6055
·
3
Djoković 4945
·
4
Davydenko 2970
·
5
Ferrer 2945
·
6
Roddick 2O65
·
7
Nalbandian 2030
·
8
Blake 1975
·
9
Murray 1805
·
10
Wawrinka 1785
Attuali prime 10 giocatrici e punti della classifica mondiale tecnica,
singolare-femminile (09
giugno 2008)
·
1
Ivanović 4222
·
2
Sharapova 3806
·
3
Janković 3755
·
4
Kuznetsova 3565
·
5
Dementieva 2750
·
6
Williams
2676
·
7
Williams
2606
·
8
Chakvetadze 2541
·
9
Safina 2222
·
10
Bartoli 2035