Ivan Lendl
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Dati
biografici
Nome Ivan Lendl
Paese Cecoslovacchia
Nazionalità Stati Uniti d'America
Altezza
Peso
Palmarès
|
singolare |
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singolare |
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singolare |
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singolare |
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singolare |
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singolare |
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singolare |
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|
singolare |
Campione di classe
cristallina e di estrema meticolosità nell’allenamento, dotato di una
precisione millimetrica nell'affondare i suoi colpi da fondocampo, è da
ritenersi fra i più grandi tennisti nella storia di
questo sport.
Vincitore di otto titoli del
Grande Slam e quattro volte Campione del
Mondo ITF, Ivan Lendl ha dominato la classifica ATP in un'epoca in cui i
grandi campioni imperversavano, rimanendo costantemente ai vertici per tutti
gli anni '80 pur avendo come avversari campioni quali Borg, Connors e McEnroe, e poi Wilander, Becker e Edberg. Dopo aver sconfitto McEnroe nella finale degli US Open nel 1985, occupò la prima posizione nel
ranking mondiale per 5 anni quasi consecutivi (con una breve pausa dal
settembre 1988 al gennaio 1989, quando fu spodestato da Wilander) e, a fine carriera, risulterà
il giocatore rimasto al n. 1 del mondo per il maggior numero di settimane
(270), superando il precedente record di Connors (il primato sarà poi superato da Pete Sampras negli anni'90).
A fine carriera il suo
palmares è di 94 tornei vinti, a cui vanno aggiunti 50
tornei di singolare fuori dal circuito ATP, 6 titoli di doppio e
un totale di premi in denaro di 21,262,417 dollari (record dell’epoca).
Nel 2001, è stato inserito
nella International Tennis Hall
of Fame.
Lendl dimostrò fin da
giovanissimo di essere un grande talento soprattutto nel gioco aggressivo da
fondocampo, disponendo di colpi vincenti di dritto e rovescio naturali che
giocava in maniera magistrale con presa "western" (tenendo il manico
della racchetta con il palmo della mano rivolto verso l’alto), che gli consentivano
traiettorie molto effettate e profondità nel gioco. Vero perfezionista della
racchetta, Lendl sviluppò progressivamente nel corso
degli anni la sua tecnica e la sua preparazione atletica con allenamenti
massacranti, a cui affiancò una grande attenzione
verso il lato psicologico e quello dell’alimentazione.
E' considerato dagli storici
della disciplina l'inventore di uno dei colpi più difficili e spettacolari del
tennis moderno: il passante in corsa di dritto lungolinea
in top spin, con determinante effetto a rientrare, che
diventò negli anni il suo marchio di fabbrica risolvendo spesso situazioni di
gioco impossibili per molti. Altri colpi in cui eccelleva erano il servizio,
potente e preciso, oltre al rovescio incrociato e al diritto
"anomalo", giocato da sinistra verso destra a mirare il rovescio
dell’avversario. Aveva invece nel gioco a rete il proprio tallone d'Achille,
di fatto l'unico punto debole sufficiente però ad
impedirgli di vincere - in carriera - il torneo di tennis inglese di Wimbledon, laddove
raggiunse comunque per due volte la finale e altre cinque volte la semifinale.
Cresciuto a Ostrava,
in Cecoslovacchia
(ora Repubblica Ceca) da genitori tennisti (sua
madre Olga fu anche n. 2 nel ranking nazionale), fu iniziato al tennis molto
giovane e, dopo aver vinto i tornei giovanili di Wimbledon e del Roland Garros, diventò
professionista nel 1978.
Iniziò così ben presto a
rivaleggiare con i migliori: nel 1979 entrò nei primi 20 del ranking mondiale,
nel 1980 -dopo essere stato determinante nella vittoria in Coppa Davis della Cecoslovacchia
contro l'Italia- balzò al n. 6 (aggiudicandosi sette tornei, di
cui 3 consecutivi in 3 superfici diverse), per arrivare al n. 2 già nel 1981,
anno in cui trionfò alla Masters Cup dopo aver raggiunto la sua prima finale in
un torneo del Grande Slam, il Roland Garros (il più
importante su terra rossa): fu sconfitto da Bjorn Borg, già cinque volte vincitore sul court parigino, al termine di un
incontro tiratissimo (6-1 4-6 6-2 3-6 6-1), ma quella
finale gli consentì di entrare definitivamente nel club dei big del tennis.
Trasferitosi nel frattempo
negli Stati Uniti (di cui divenne cittadino poi
nel 1992), proseguì la sua scalata al vertice nel 1982, allorché vinse ben 15
dei 23 tornei a cui prese parte, bissando la vittoria
ai Masters Cup dell’anno prima, raggiungendo la finale agli
US Open (contro Connors) e infilando una striscia record di 44 match
vinti di seguito. Nel 1983, con altri sette tornei vinti e altre due finali di Grande Slam (agli Australian Open contro Wilander e agli US Open ancora contro Connors), arrivò per la prima volta al n. 1 della
classifica mondiale.
Le tre finali di Grande Slam già raggiunte furono il
preludio alla memorabile vittoria del 1984 proprio al Roland Garros, laddove ottenne
il suo primo titolo del Grande Slam, dopo aver battuto in un'epica
finale The Genius (John McEnroe). Sotto di due set e di un break, Lendl riuscì a compiere una vera e propria impresa,
rimontando ed aggiudicandosi così la partita (3-6 2-6 6-4 7-5
7-5). Al termine dell'incontro, McEnroe, letteralmente infuriato, lasciò il palco della
premiazione senza proferire alcun commento e ricevendo così gli assordanti
fischi del pubblico.
Il quinquennio successivo fu quello che portò Lendl nella leggenda di questo sport, con una continuità di vittorie che lo porterà come detto ad occupare la prima posizione della classifica ATP per ben 270 settimane complessive (allora record assoluto), di cui ben 157 consecutive (tuttora terzo dopo Connors e Federer). I suoi più grandi risultati in quegli anni furono i due nuovi trionfi al Roland Garros nel 1986 e nel 1987 (contro Michael Pernfors e Mats Wilander), tre titoli consecutivi agli US Open nel 1985, 1986 e 1987 (sconfisse in successione John McEnroe, Miloslav Mecir e Mats Wilander), due vittorie agli Australian Open nel 1989 e nel 1990 (battendo il connazionale Miloslav Mecir e poi Stefan Edberg), a cui vanno aggiunte diverse altre vittorie nei tornei del circuito ATP (che porteranno il totale a 94 tornei vinti, più 50 tornei non-ATP
), altre finali del Grande Slam e le ulteriori 3 vittorie della Masters Cup (1985, 1986, 1987).A fronte di questo
predominio, Lendl non è mai riuscito ad imporsi nel torneo di Wimbledon,
cosa che gli avrebbe consentito di completare la sua collezione di trofei del Grande Slam. Sull'erba inglese, il suo
gioco da fondocampo partiva svantaggiato; nonostante ciò, vinse per due volte
il prestigioso torneo londinese del Queen's
(nel 1989 e nel 1990, contro Van Rensburg e Becker) e raggiunse la finale di Wimbledon nel 1986
e nel
Lendl ha annunciato il suo ritiro
dal tennis professionistico il 21 dicembre 1994 per problemi alla schiena.
Lasciata l'attività agonistica, si è da allora dedicato al suo secondo sport
preferito, ovvero il golf,
nel quale si è dimostrato ugualmente molto abile. La sua meticolosità ed il suo
senso del perfezionismo gli hanno consentito di riscuotere soddisfazioni anche
in questa disciplina. Nel
· Maggior numero di finali in
tornei del Grande Slam (19).
· Vincitore di 8 tornei del Grande Slam (al pari di Jimmy Connors e Andre Agassi e superato da
soli 6 giocatori nella storia).
· Ha vinto 222 match nei
tornei del Grande Slam (terzo dopo Connors e Agassi).
· 8 finali consecutive dello US Open (1982-1989).
· 10 volte consecutive almeno
in semifinale nei tornei del Grande Slam, dagli US Open del 1985 agli Australian Open 1988 (secondo dopo Roger Federer ), 14
consecutive almeno ai quarti di finale (record condiviso con Federer).
· 11 anni consecutivi
(1981-1991) in cui ha raggiunto almeno una finale del Grande Slam (record condiviso con Pete Sampras 1992-2002).
· 4 volte n.1
mondiale a fine stagione (1985, 1986, 1987, 1989) (terzo assieme a John McEnroe e Federer, dopo Pete Sampras con 6 e Connors con 5).
· E’ uno dei 5 giocatori (con Connors, McEnroe, Pete Sampras e Federer) ad essere stato al n. 1 mondiale a fine
stagione per almeno tre anni consecutivi (1985-1987).
· E’ uno dei 5 giocatori (con Connors, Pete Sampras, Lleyton Hewitt e Federer) che hanno mantenuto il 1° posto in classifica per
tutte le settimane di un intero anno.
· 4 volte
Campione del Mondo ITF (1985, 1986, 1987,
1990)
(secondo dietro Pete Sampras con 6).
·
3 volte ATP Player of the Year (1985, 1986, 1987).
· 94 tornei ATP vinti in carriera
(secondo assoluto dopo Connors con 109
titoli).
· 270 settimane come numero 1
del mondo (secondo dopo Sampras con 286 settimane).
· 157 settimane consecutive al
n. 1, dal 9 settembre 1985 all’11 settembre 1988 (terzo dietro Connors e Federer)
· 588 settimane consecutive
fra i primi 5 giocatori al mondo, dal 20 ottobre 1980 al 20 gennaio 1992
(secondo dietro Connors con 659
settimane).
· 626 settimane consecutive
fra i primi 10 giocatori al mondo, dal 19 maggio 1980 al 11 maggio 1992
(secondo dietro Connors con 788
settimane).
· 1071 partite vinte nei
tornei ATP (secondo dopo Connors con 1222 vittorie).
· Più lunga serie di vittorie
indoor: 66 partite tra l'aprile 1981 (sconfitto da Tomas Smid a Francoforte) e gennaio 1983 (sconfitto da
McEnroe in finale a Philadelphia).
· Seconda più lunga serie
vincente su tutte le superfici: 44 partite fra il 1981 e il 1982 (dopo Guillermo Vilas con 46
partite nel 1977).
· Unico giocatore ad avere
vinto 3 tornei in 3 settimane consecutive su 3 diverse superfici (1985: a Fort Myers sul cemento, a Montecarlo sulla terra battuta, a Dallas sul sintetico).
· Record finali consecutive in
tornei di singolare (18) fra il 1981 e il 1982.
· Unico giocatore ad aver
vinto almeno 90 partite in tre anni consecutivi (1980, 1981, 1982).
· Unico
giocatore ad aver vinto almeno il 90% delle sue partite in cinque anni diversi
(1982: 106-9, 1985: 84-7; 1986: 74-6; 1987: 74-7; 1989: 79-7).
· Record di nove finali consecutive
(1980-88) al Masters di New
York.
· 5 vittorie al Masters Cup (poi eguagliato da Pete Sampras).
· 15 tornei vinti in un solo
anno (1982) (secondo dopo Vilas che ha vinto
16 titoli nel 1977).
· 3 finali consecutive agli Australian Open, 4 consecutive al Roland Garros, due
consecutive a Wimbledon.
|
Vittorie |
Sconfitte |
% vittorie |
Avversario |
|
6 |
2 |
75 |
|
|
11 |
10 |
52 |
|
|
2 |
5 |
28 |
|
|
5 |
3 |
62 |
|
|
5 |
2 |
71 |
|
|
22 |
13 |
63 |
|
|
4 |
0 |
100 |
|
|
13 |
14 |
48 |
|
|
21 |
15 |
58 |
|
|
3 |
5 |
38 |
|
|
15 |
7 |
68 |
|
Nº |
Data |
Torneo |
Superficie |
Avversario della finale |
Risultato |
|
1. |
10
giugno 1984 |
Terra
battuta |
3-6
2-6 6-4 7-5 7-5 |
||
|
2. |
8
settembre 1985 |
Cemento |
7-6
6-3 6-4 |
||
|
3. |
8
giugno 1986 |
Terra
battuta |
6-3
6-2 6-4 |
||
|
4. |
8
settembre 1986 |
Cemento |
6-4
6-2 6-0 |
||
|
5. |
7
giugno 1987 |
Terra
battuta |
7-5
6-2 3-6 7-6 |
||
|
6. |
14
settembre 1987 |
Cemento |
6-7
6-0 7-6 6-4 |
||
|
7. |
29
gennaio 1989 |
Cemento |
6-2 6-2 6-2 |
||
|
8. |
28
gennaio 1990 |
Cemento |
4-6
7-6 5-2 RIT. |
· 1981, Roland Garros: perde da Bjorn Borg (1-6 6-4 2-6
6-3 1-6)
·
1982, US Open: perde da Jimmy Connors
(3-6 2-6 6-4 4-6)
·
1983, US Open: perde da Jimmy Connors
(3-6 7-6 5-7 0-6)
· 1983, Australian Open: perde da Mats Wilander (1-6 4-6 4-6)
·
1984, US Open: perde da John McEnroe
(3-6 4-6 1-6)
· 1985, Roland Garros: perde da Mats Wilander (6-3 4-6 2-6 2-6)
· 1986, Wimbledon: perde da
Boris Becker (4-6 3-6 5-7)
· 1987, Wimbledon: perde da
Pat Cash (6-7 2-6 5-7)
· 1988, US Open: perde da Mats Wilander (4-6 6-4
3-6 7-5 4-6)
·
1989, US Open: perde da Boris Becker
(6-7 6-1 3-6 6-7)
· 1991, Australian Open: perde da Boris Becker (6-1 4-6 4-6 4-6)
Statistiche
Grande Slam e Masters Cup
|
Torneo |
Totale match vinti-persi |
|||||||||||||||||||
|
Grande
Slam |
||||||||||||||||||||
|
A |
A |
2R |
A |
A |
F |
4R |
SF |
ND |
SF |
SF |
W |
W |
F |
QF |
1R |
4R |
48-10 |
|
|
|
|
1R |
4R |
3R |
F |
4R |
QF |
W |
F |
W |
W |
QF |
4R |
A |
A |
2R |
1R |
1R |
53-12 |
|
|
|
|
A |
1R |
3R |
1R |
A |
SF |
SF |
4R |
F |
F |
SF |
SF |
SF |
3R |
4R |
2R |
A |
48-14 |
|
|
|
|
A |
2R |
QF |
4R |
F |
F |
F |
W |
W |
W |
F |
F |
QF |
SF |
QF |
1R |
2R |
73-13 |
|
|
|
|
Match
vinti-persi |
0-1 |
4-3 |
9-4 |
9-3 |
9-2 |
20-4 |
20-3 |
20-3 |
20-1 |
24-2 |
20-4 |
21-3 |
16-2 |
13-3 |
12-4 |
1-4 |
4-3 |
222-49 |
|
|
|
Masters Cup |
||||||||||||||||||||
|
A |
A |
F |
W |
W |
F |
F |
W |
W |
W |
F |
SF |
SF |
SF |
A |
A |
A |
40-10 |
|
|
|
ND = torneo non disputato
A = assente
W = vincitore
F = Finalista
SF = Semifinalista
QF = Eliminato ai quarti di
finale
4R = Eliminato agli ottavi
di finale
3R = Eliminato ai 16mi di
finale
2R = Eliminato ai 32mi di
finale
1R = Eliminato ai 64mi di
finale
|
|
Totale |
|||||||||||||||||
|
Tornei giocati |
7 |
17 |
33 |
21 |
23 |
23 |
16 |
17 |
15 |
16 |
10 |
17 |
16 |
21 |
24 |
25 |
18 |
319 |
|
Vittorie |
0 |
0 |
7 |
10 |
15 |
7 |
3 |
11 |
9 |
8 |
3 |
10 |
5 |
3 |
1 |
2 |
0 |
94 |
|
Finali |
0 |
1 |
3 |
5 |
5 |
6 |
8 |
3 |
3 |
4 |
2 |
2 |
1 |
3 |
3 |
2 |
1 |
52 |
|
Semifinali |
2 |
3 |
8 |
2 |
0 |
3 |
1 |
1 |
2 |
2 |
2 |
4 |
4 |
6 |
2 |
0 |
1 |
43 |
|
Quarti di finale |
0 |
4 |
5 |
1 |
2 |
2 |
1 |
0 |
0 |
0 |
1 |
0 |
3 |
0 |
8 |
5 |
4 |
36 |
|
16mi di finale |
1 |
5 |
3 |
2 |
1 |
1 |
1 |
2 |
1 |
2 |
1 |
1 |
2 |
5 |
7 |
4 |
7 |
46 |
|
32mi di finale |
2 |
2 |
7 |
0 |
0 |
4 |
1 |
0 |
0 |
0 |
1 |
0 |
1 |
4 |
2 |
6 |
1 |
31 |
|
64mi di finale |
1 |
1 |
0 |
0 |
0 |
0 |
1 |
0 |
0 |
0 |
0 |
0 |
0 |
0 |
1 |
3 |
3 |
10 |
|
128mi di finale |
1 |
1 |
0 |
1 |
0 |
0 |
0 |
0 |
0 |
0 |
0 |
0 |
0 |
0 |
0 |
3 |
1 |
7 |
|
Match vinti-persi |
9–9 |
41-21 |
109-28 |
96-14 |
106-9 |
75-16 |
62-16 |
84-7 |
74-6 |
74-7 |
41-8 |
79-7 |
54-12 |
55-18 |
50-24 |
33-23 |
28-18 |
1070-243 |
|
%Match vinti |
50% |
66% |
80% |
87% |
92% |
82% |
79% |
92% |
93% |
91% |
84% |
92% |
82% |
75% |
68% |
59% |
61% |
82% |
|
Classifica ATP a fine anno |
74. |
20. |
6. |
2. |
3. |
2. |
3. |
1. |
1. |
1. |
2. |
1. |
3. |
5. |
8. |
19. |
54. |
- |