Roland Garros: Parigi, terra di conquista
a cura di Diego Mondella

 

L'Era dei "Quattro Moschettieri"
Da quando è nato nel 1928 per celebrare i “Quattro Moschettieri” francesi, il Roland Garros si è imposto come una delle prove del Grande Slam più ambite ed impegnative per i campioni del tennis. Ancora oggi, per conquistare il titolo, servono gambe, sudore, ma soprattutto cuore.
Chi ha avuto la fortuna e il privilegio di passeggiare per i viali che costeggiano i campi del Roland Garros (il principale si chiama “Allée Marcel Bernard”) o di fermarsi nella bellissima “Place des Mousquetaires” ha potuto rendersi conto di quanto fascino e storia sia intriso questo torneo. Un fascino intramontabile, che traspare da ogni più piccolo particolare. Dall’odore di terra battuta umida e granulosa che si sprigiona nell’aria a quell’aurea di “santità” che avvolge il Campo Centrale, da sempre teatro di appassionanti lotte tra gladiatori della racchetta.

La superficie rossa ha costituito fin dalle origini un marchio distintivo di questa competizione, dal momento che le altre tre prove dello Slam si disputavano sull’erba, il terreno di gioco preferito dai ricchi signori britannici. Sarà per questo motivo, infatti, che le gare (svoltesi per la prima volta nel 1891) erano riservate soltanto ai giocatori appartenenti ai club francesi. L’apertura ai tennisti stranieri coincise con l’anno 1925, quando il torneo si teneva ancora allo Stade Française. Tre anni più tardi, la manifestazione si cucì addosso un impianto degno del suo prestigio internazionale. Per difendere la Coppa Davis vinta la stagione precedente contro gli Stati Uniti, la Francia decise di costruire un nuovo stadio, in modo da celebrare le gesta sportive dei “Quattro Moschettieri”: Toto Brugnon, Jean Borotra, Henri Cochet e René Lacoste.

Situato nel meraviglioso bosco del Bois de Boulogne, vicino la Porte d’Auteuil (zona sud-occidentale della capitale), il complesso venne inaugurato il 27 luglio del 1928 con il nome di un socio del Club: Roland Garros. Ma chi era costui? Non tutti sanno che fu il primo uomo a compiere la traversata del Mediterraneo nel 1913 e che viene ricordato come uno dei gloriosi eroi transalpini della Grande Guerra. Cinque anni dopo, l’aviatore scelto fu infatti abbattuto dai tedeschi in un combattimento aereo.

I singolaristi artefici del successo in Davis trionfarono anche nel torneo casalingo, aggiudicandosi le prime otto edizioni. Il vero mattatore fu Cochet, che riuscì a collezionare ben 9 titoli tra gara individuale, di doppio e doppio misto, record tutt’ora imbattuto.

 

Jean Borotra 

Jean Borotra (foto Olympia)