LA COPPA DAVIS
I CENTO ANNI DELLA COPPA
DAVIS
Con
il passaggio nel terzo Millennio la Coppa Davis ha varcato
la soglia del suo primo secolo di vita. Nacque, infatti, cento anni fa, da
un'intuizione del giovane campione americano Dwight Davis e si disputò per la prima volta nel 1900 tra Stati
Uniti e Gran Bretagna con la formula, rimasta immutata, di quattro singolari
incrociati e un doppio da giocarsi nell'arco di tre giornate di gara.
Il
simbolo di questa prestigiosa competizione, considerata a tutti gli effetti il
Campionato del Mondo di Tennis a squadre per nazioni, è la famosa insalatiera,
un'enorme coppa d'argento massiccio che Dwight Davis, allora ventenne studente di Harvard,
fece realizzare per metterla in palio tra Stati Uniti e Gran Bretagna, nazioni
che per la prima volta, a Boston, si contesero il superbo trofeo.
Non
fu facile organizzare l'incontro: i più forti giocatori inglesi, i fratelli Reginald e Laurie Doherty, erano contrari all'iniziativa ed all'idea di
attraversare l'Atlantico. La federazione inglese decise così di mandare negli States una squadra di riserva, certa che non avrebbe avuto
problemi a battere gli americani. Ma così non fu. L'anno successivo gli inglesi
non se la sentirono di ritornare in America. La sfida si rinnovò nel 1902,
quando gli inglesi furono nuovamente battuti. Solo nel 1903 gli inglesi
riuscirono a conquistare la coppa.Come abbiamo visto,
all'inizio soltanto Stati Uniti e Gran Bretagna si contesero la Coppa Davis.
Ma già nel 1913 le nazioni partecipanti erano diventate otto,
con l'ammissione di Francia, Belgio, Austria, Australasia
(l'attuale Australia), Germania e Sud Africa.Il
torneo fu sospeso dal 1915 al 1918
a causa della Prima Guerra Mondiale. Fino a quel momento
la Coppa Davis era stata vinta 3 volte dagli Stati
Uniti, 5 dalla Gran Bretagna e 5 dall'Australasia.
Il
cammino in Coppa Davis dell'Italia cominciò con una
vittoria per rinuncia sul Giappone nel 1922. Il numero delle nazioni
partecipanti andò aumentando ancora negli anni successivi, fino a che, nel
1923, le 17 squadre iscritte furono suddivise in due gruppi chiamati Zona
Europea e Zona Americana: da quel momento i vincitori dei due gruppi si
sarebbero incontrati, in una finale Interzone,per
stabilire quale dei due team avrebbe conteso la Coppa - nel cosiddetto Challenge Round - alla nazione vincitrice della precedente
edizione.
Nei 20 anni che passarono tra il primo e il secondo conflitto mondiale iniziò
un lungo periodo di predominio degli Stati Uniti, che conquistarono
l'insalatiera 7 volte consecutive. I francesi si imposero per sei anni, dal
1927 al 1932; gli inglesi per quattro anni, dal 1933 al 1936. Nel secondo
dopoguerra, dal 1946 al 1959, la
Coppa Davis divenne una questione
"privata" tra Stati Uniti e Australia, che si incontrarono ben 14
volte nel Challenge Round, con 8 vittorie americane e
8 degli australiani.
Nel
1960 l'Italia
di Nicola Pietrangeli ed Orlando Sirola
disputa il suo primo Challenge Round: come accadde
anche l'anno successivo, dopo aver sconfitto nella finale
Interzone gli Stati Uniti, gli azzurri furono sovrastati dall'Australia.
Dal 1960 il dominio di Stati Uniti e Australia si protrasse ancora almeno fino
al 1972, quando viene abolito il Challenge
Round (intanto le squadre erano salite a 52): anche la squadra campione avrebbe
affrontato, come tutte le altre, la dura selezione per approdare all'incontro
finale. Si interruppe allora il monopolio di Australia e Stati Uniti e altre
nazioni cominciarono a vincere. Il 1976 è la volta dell'Italia: Adriano Panatta, Corrado Barazzutti,
Paolo Bertolucci e Tonino Zugarelli,
con Nicola Pietrangeli capitano, conquisano
per la prima, e finora unica volta, la Coppa Davis battendo 4 a 1 in casa sua il Cile. In
seguito gli italiani disputarono altre tre finali, nel 1977, nel 1979 e nel
1980, dalle quali uscirono sempre sconfitti.
La
formula della Coppa Davis fu nuovamente riformata nel
1981 con la creazione di un primo Gruppo Mondiale per le 16 nazioni più forti (la serie A) e di un secondo
Gruppo Mondiale di qualificazione (la serie B), sempre di 16 squadre, con un meccanismo
di retrocessioni e promozioni. Successivamente furono introdotti altri Gruppi
minori per le nazioni più deboli e attualmente esistono, oltre al World Group, altri tre Gruppi, ciascuno dei quali è suddiviso in
più zone (Euro-Africa, America, Asia-Oceania).Dal
1981 al 1997 la Copa Davis è
stata vinta 5 volte dagli Stati uniti, altre 5 dalla Svezia, 3 volte dalla Germania, 2 dall'Australia e 2 dalla Francia.Nel 1998, dopo aver affrontato vittoriosa l'India, lo Zimbabwe e gli Stati Uniti, l'Italia di Gaudenzi,
Sanguinetti, Nargiso e
compagni ha ceduto in finale, a dicembre, alla Svezia per 4 a 1: la speranza azzurra si è
infranta insieme alla spalla di Andrea Gaudenzi.
Nel
1999 l'Italia
ha affrontato al primo turno la
Svizzera. Il sorteggio era stato accolto con ottimismo, ma la
malasorte sembra essersi accanita contro la squadra azzurra che, senza Gaudenzi e Nargiso, ad aprile
esce sconfitta dall'incontro con la Svizzera, che la batte per 3 a 2, ed è costretta a giocare
i play-out per la permanenza nel tabellone principale.
La
vittoria a settembre contro la Finlandia per 3 a 2 assicura all'Italia i due
punti decisivi per restare nell'élite mondiale (dal
1981, cioé da quando è stata
introdotta la nuova formula ad eliminazione diretta, l'Italia ha già disputato
ben sette spareggi, vincendo sempre e restando nella massima serie).
L'Italia
di Gaudenzi, Nargiso, Sanguinetti e Santopadre, guidati
da Bertolucci, ha esordito con una pesante sconfitta
- 4 a 1 -
anche al primo turno della Coppa Davis
2000: a Murcia ha avuto la meglio la Spagna di Costa, Correja, Balcelss e Clavet. La sfida con il Belgio prevista
per luglio deciderà le sorti della nazionale azzurra: riusciranno i nostri ad
evitare ancora una volta l'onta di sprofondare in serie B?